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ADL progetta il futuro. Razzismo? Questione di coscienza...

Domenica sera gli azzurri torneranno in campo, in Coppa Italia, nei quarti contro il Sassuolo

adl progetta il futuro razzismo questione di coscienza

Il bello di viaggiare alla giornata, lavorando innanzitutto su se stessi e alimentando così, naturalmente le opportunità di chiudere l'annata con l'esultanza per un trofeo. Ancelotti insiste su quest'aspetto nelle giornate intense di Castelvolturno. C'è da giocare la Coppa Italia domenica al San Paolo, contro il Sassuolo di un ex che non riuscì ad esprimere fino in fondo, in azzurro, il suo talento da calciatore. Roberto De Zerbi torna così a Fuorigrotta, con questo biglietto da visita, che intanto ha provveduto ad impreziosire da quando allena, in maniera maniacale, le sue squadre. Lo scorso anno in campionato il Benevento rese dura la vita agli azzurri nel match di ritorno disputato al Vigorito. Oggi il Sassuolo è squadra con buone individualità, cui De Zerbi ha consegnato il piacere di giocare il pallone, sempre e comunque. Indipendentemente dal valore e dal nome dell'avversario. Sassuolo tuttavia incerottato, quello che si prevede domenica sera. Le giornate che anticipano il ritorno in campo raccontano di un Napoli concentrato, deciso a sfruttare ogni opportunità offerta dal calendario per provare ad arrivare fino in fondo. La Coppa Italia dunque allo stesso livello di campionato ed Europa League. Ancelotti riparte in questo 2019 con un gruppo motivato e rinfrancato dalla distrubizione molto democratica di minuti tra tutti gli uomini della rosa. Il pieno recupero di Meret, Ghoulam, Younes e dello stesso Verdi, evidentemente penalizzato nel suo primo quadrimestre azzurro, almeno per l'immediato il Napoli non aggiungerà nulla allo scacchiere attuale. Come confermato in più occasioni dallo stesso presidente De Laurentiis. E' di contro abbondantemente avviato il discorso per il futuro. In ballo c'è l'appeal ormai fortissimo che esercitano a livello internazionale giocatori come Allan e Koulibaly. Sul brasiliano c'è vigile il Psg che sarebbe disposto ad offrire la cifra monstre di 80 milioni. Il Napoli risponde con il solito obbiettivo: giovane, già pronto, destinato ad esplodere per creare plusvalenze, vitali per il mantenimento del club a livelli tanto alti, in Italia e in Europa. Il vero top player è tuttavia Koulibaly. Quando la prossima estate una montagna di soldi dovesse preannunciarsi per le mega offerte estere non ci sarebbe da meravigliarsi. Neppure di una eventuale cessione, che garantirebbe una cifra prossima ai 150 milioni. I profili di Barella, Kouamè e più in alto Chiesa circolano nella mente affollatissima di De Laurentiis e del fido Giuntoli, in uno dei momenti, il mercato, che più di altri intrigano il presidente. Negli anni Aurelio ha saputo ripartire sempre, anche da traguardi che sembravano di volta in volta eccezionali e neppure ripetibili. Sotto lo sguardo vigile e minaccioso del tifoso napoletano, che al patron azzurro continua a non fare sconti sul versante della critica. Invece la progettualità e l'occhio lungo hanno prevalso. Sarà così anche in caso di nuove partenze plurimilionarie. Una consideriamo la dobbiamo senz'altro alla questione razzismo. Da un lato Salvini non ritiene che gli ululati a Koulibaly e i cori offensivi integrino il reato di razzismo, riducendo tutto, indignazione compresa, a semplice rivalità sportiva. La FIGC di contro si è data un obbiettivo quasi sacro, "sradicare la violenza e la maleducazione ad ogni livello". L'unica certezza (ancora una volta, sebbene nell'Italia pallonara i regolamenti pare servano a poco...) rimane così la regola 5, comma 2, che concede all'arbitro «la facoltà di sospendere l’incontro o di proseguire pro forma per fini cautelativi o di ordine pubblico». Tutto dopo aver consultato il funzionario di polizia responsabile del servizio nell'impianto. Il Napoli dal canto suo è stato chiarissimo: continuerà a chiedere la sospensione qualora gli scenari degradanti dovessero riverificarsi. Poi spetterà all'arbitro decidere, se attenersi ai regolamenti o trascurarli. Così come ha evidentemente fatto Mazzoleni a Milano.