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Il Napoli e il mal di gol: è solo questione di centimetri?

Giovedì ci sarà il ritorno dei sedicesimi di Europa League con lo Zurigo al San Paolo

il napoli e il mal di gol e solo questione di centimetri

Ci sono partite nel calcio che nascono così, che t’aspetti anche saranno così. Il Toro di Mazzarri è dignitoso e arcigno come lo vuole la storia, finanche con un pizzico di qualità in più in alcuni uomini dello scacchiere. Fa le barricate e rinuncia a proporre ma non per questo può esser biasimato. Il Napoli che era stato bello in Europa domina la partita, stringendo l’avversario alle corde, mancando tuttavia di azzannarlo come invece sarebbe stato lecito attendersi per una mole tale di gioco e occasioni costruite. E’ il momento in cui il calcio di serie A vive delle storie degli attaccanti, determinanti per le sorti dei club. Icardi viene fischiato a San Siro e sembra un ex in lista di sbarco, Piatek devasta anche l’Atalanta moltiplicando il rammarico del tifoso azzurro che lo avrebbe voluto già a gennaio per dar man forte a Milik, Mertens e al neo capitano Insigne. Il Napoli incappa così nell’ennesima serata in cui la mala sorte, quella dei diciotto pali colpiti in stagione, bagna ulteriormente le polveri delle punte, incapaci di incidere. Proprio come a Firenze è mancata la scintilla, la giocata con cui l’attaccante diviene decisivo sgravando la squadra della fatica e dei timori imposti dall’attendismo dell’avversario. Inaccettabile non finalizzare, urla Ancelotti, che ai suoi tuttavia non rimprovera nulla in termini di determinazione, coraggio, applicazione. Manca il gol per questione di centimetri e questo è inevitabile che orienti giudizi e analisi del post gara. La Juventus è lontana anni luce mentre l’Inter accorcia a sette la distanza dal secondo posto: trovarsi nel limbo di questa poco ammaliante serie A, in uno stadio che fa fatica enorme a raccogliere più di 20mila tifosi, può aver allentato stimoli e cattiveria agonistica? Osservando il piglio degli azzurri nella corrida con il Toro ci sarebbe da rispondere di no, senza indugi. Il momento è questo, pieno di rimpianti per non aver fatto en plein tra Firenze e Torino in casa e reso quanto meno interessante la sfida alla Juve del 3 marzo. Voltar pagina vorrà dire accogliere l’invito delle curve, prodighe di applausi a fine gara per i ragazzi, a mettercela tutta per vincere l’Europa League. Cosa per nulla facile visti i calibri che la competizione metterà di fronte più avanti, ma che il Napoli apprezzato in Champions ha il dovere di tentare. Con tutte le proprie forze. E’ insomma questione di centimetri, quelli che lì davanti non si potranno più concedere agli avversari…