Più hotel, più spiagge, in una parola più turismo. E meno edilizia residenziale. La virata urbanistica per la Salerno del futuro, teorizzata e voluta da Vincenzo De Luca, entra nella sua fase di attuazione più concreta. A dieci anni dall'entrata in vigore del Puc si ritiene che i tempi siano maturi per apportare dei cambiamenti sostanziali. Che non significa grandi stravolgimenti né nuove opere, ma un “abito” più adatto, disegnato per una città a vocazione quasi esclusivamente turistica.
La giunta di Enzo Napoli ha approvato i nuovi indirizzi per la revisione del Piano. Indirizzi politici ovviamente che serviranno agli uffici come bussola per procedere alla redazione del piano nel dettaglio. La fase propedeutica è già avviata. I tempi saranno strettissimi.
“Entro l'estate sarà pronto” assicura l'assessore all'urbanistica Mimmo De Maio che ha illustrato a grandi linee la proposta di modifica del Puc. Il perno intorno al quale ruoterà il nuovo piano sarà il mare. Una risorsa di cui si è compreso pienamente il valore soltanto negli ultimi anni in fondo. Una risorsa che si come “rivelata” man mano che la città si andava spopolando.
“Il punto di partenza, la premessa se vogliamo è proprio questa – spiega De Maio – Il Piano urbanistico del 2006 tendeva a conferire alla città una dimensione demografica significativa, almeno 180mila abitanti. Ma non siamo mai arrivati a questi numeri. Nel frattempo però si è continuato a costruire ed è arrivata la crisi economica del 2008. Dobbiamo tenre conto di questi aspetti. Ecco perché – aggiunge l'assessore – mentre si disegnava una politica di sviluppo per la città legata al turismo non si può fare a meno di mettere a frutto quello che c'è. Da qui la necessità di dare nuove destinazioni anche ad alcune aree come le cosiddette aree Prog perché si conferiscano non solo funzioni residenziali ma anche ricettive”.
In sostanza si procede a una trasformazione, un ridimensionamento, alla luce delle mutate esigenze della città.
Il mercato immobiliare è in una fase di stallo da molto tempo, ci sono stati piccoli slanci verso la ripartenza, gli operatori del settore sono cautamente ottimisti, ma nessuno crede davvero di essere fuori dal tunnel. In questa dimensione di grande incertezza allora si prova a cavalcare l'onda positiva del turismo che resta uno dei pochi settori in cui si registra una sensibile crescita occupazionale nella nostra regione e in particolare nella città e nella provincia di Salerno. L'idea dell'amministrazione dunque è quella di attirare i privati offrendo strumenti che diano opportunità di costruire strutture turistiche: dagli alberghi, grandi e piccoli, ai lidi, ai servizi di intrattenimento, sport e svago.
“In questo discorso si inserisce il grande progetto di ripascimento degli arenili, da Santa Teresa al Picentino” continua De Maio.
Cosa ne sarà a questo punto di quella parte di solaio lordo residenziale che prevedeva il Puc nel 2006?
“L'idea è quella di riutilizzare gli edifici esistenti con il cambio di destinazione d'uso. La quantità di residenza in più che si realizza è pari a quella che si recupera dalle aree di comparto che non abbiamo realizzato”.
Resta però sullo sfondo il problema, non proprio residuale, di una forte domanda di edilizia residenziale pubblica per le fasce sociali più deboli. Il Puc del 2006 destinava 459.186 mq alla Ers (su un totale di 1.143.115 mq di solaio lordo residenziale).
Sebbene la popolazione non sia cresciuta, Salerno, come molte altre città del sud italia, vive con grande affanno la contingenza: il numero di famiglie a reddito basso, o addirittura nullo, è cresciuto in maniera esponenziale. A fronte di un numero di case costruite o da costruire destinate all'ediizia residenziale libera ci sono centinaia di famiglie senza casa, o in attesa di una casa popolare, che non potranno mai permettersi di comprare.
L'assessore chiarisce che nella fase di indirizzo la giunta ha tenuto conto di questo aspetto.
“Abbiamo deciso però che non ci saranno aree nuove da impegnare per l'Ers. Nella logica del riuso l'idea è quella di andare sulle aree già destinate all'edilizia sociale come Fuorni (zona San Leonardo) o in zona Lamia, ma anche Matierno e quartiere Italia”.
Ci sarà spazio a breve anche per una fase di ascolto delle associazioni di categoria e dei cittadini?
“Si certo, la normativa lo prevede e non ci sottrarremo al confronto che riteniamo necessario prima di procedere” conclude De Maio.
Rossella Strianese
