di Andrea Fantucchio
«Umiltà, sacrificio e passione: insegnerò questo ai miei alunni. Per me ha sempre funzionato». Aldo Botta ha le idee chiare, nonostante i suoi 22 anni e un risultato straordinario già conseguito: è il più giovane italiano vincitore di un concorso a cattedra. Insegnerà clarinetto agli studenti di scuola superiore dell’istituto Galizia di Nocera Inferiore. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video)
Abbiamo intervistato Aldo per capire come abbia fatto a centrare quest’obiettivo importante.
Il clarinetto nel destino
Il ragazzo si è avvicinato allo strumento alle scuole medie a Bracigliano. Grazie all’Orchestra di Fiati “Città di Bracigliano F. D’Amato” della quale è entrato a far parte.
Aldo racconta: «Non credevo che il clarinetto potesse rappresentare il mio futuro. Mio padre l’ha sempre suonato, io mi ci sono avvicinato più per curiosità. Le mie competenze sono cresciute grazie alla sana competizione con gli altri ragazzi».
Competenze affinate nei sette anni di studio al conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, eccellenza del panorama musicale europeo. Proprio nell’istituto irpino Aldo ha conseguito con lode il diploma di clarinetto equiparato a una laurea di II livello. E intanto ha affrontato l’esame di maturità all’istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino.
Ma l’apprendimento non si è mai fermato.
Insegnare è una missione
«Prima che insegnante, mi sento un allievo. Formarsi e crescere professionalmente è un aspetto fondamentale per ottenere qualunque risultato. Bisogna avere l’umiltà di non sentirsi mai arrivati».
Aldo ha sempre bruciato le tappe. A diciannove anni ha avuto la sua prima supplenza come insegnante di Clarinetto del corso ad indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo di Casola di Napoli. Un’esperienza continuata anche nei due anni successivi.
"NON BISOGNA SENTIRSI MAI ARRIVATI"
«E’ stato un periodo fondamentale. La prima volta che ho avuto a che fare con degli alunni. Ho sempre cercato di essere autentico. Credo che sia fondamentale mettere in chiaro le cose dall’inizio: dimostrare di conoscere perfettamente la materia che si insegna. Così si diventa autorevoli. Perciò ora non ho paura di dover insegnare a studenti che potrebbero quasi essere miei coetanei».
Nonostante i risultati raggiunti, Aldo resta un ragazzo che affronta la propria vita con curiosità e sicurezza e non vuole guardare troppo avanti ma conquistarsi il suo spazio nel mondo giorno per giorno. Ama l’insegnamento, ma si sente anche un musicista e quindi non sa ancora cosa gli riserverà il futuro.
Un curriculum straordinario
All’attivo, infatti, oltre alle esperienze didattiche ha anche diverse esibizioni in prestigiose manifestazioni musicali. Fra le tante: il Festival Ticino Musica della città di Lugano, la partecipazione con la Giovane Orchestra del teatro dell’Opera di Roma diretta dal maestro Nicola Paskowski per il “Concerto per i diritti dell’infanzia” con la presenza del presidente della Camera dei deputati Boldrini in qualità di primo Clarinetto, concerti al teatro Verdi di Salerno, tournée in Cina e Dubai da solista e varie esibizioni in diretta televisiva sulla RAI.
La storia di questo giovanissimo insegnante salernitano è emblematica per tutti quei giovani che vogliono costruirsi un futuro seguendo le proprie passioni. Nessun traguardo è precluso se si affrontano le sfide della vita con costanza, determinazione e voglia di mettersi in gioco. Anche qui in Italia. Aldo comunque non si monta la testa, perché: «Chi non è umile è destinato a morire».
