Com’era quella storia della piscina “fai date” nel Napoletano, diventata presto un tormentone? “La mattina la riempio e la sera la svuoto”, detto rigorosamente in dialetto. Nel centro storico di Salerno la frase in questione potrebbe diventare “La notte li metto e la mattina li tolgo” – e non si tratta di oggetti per il pubblico divertimento ma sedie e tavolini di bar e ristoranti che arrivano a occupare buona parte delle piazze e delle vie principali non appena i negozi abbassano le saracinesche - e il quartiere, a differenza del divertente caso della piscina, è tutt’altro che entusiasta di questa operazione. Che viene puntualmente effettuata tutte le sere dei gestori di alcuni locali della parte più antica della città.
Basta concedersi una passeggiata nel centro storico verso le 22 di ogni sera della settimana – ovviamente nel weekend, come in quello appena passato, si raggiunge l’apice dell’abusivismo – per rendersi conto che le regole nel comparto vengono totalmente ignorate. E soprattutto irrise. Quello dei tavolini selvaggi è sicuramente un fenomeno che d’estate raggiunge il suo massimo sfoggio e a prendersi qualche metro in più rispetto allo spazio su cui pagano la tassa di occupazione del suolo pubblico sono, diciamocelo, un po’ tutti i titolari di locali serali. E non sarebbe nemmeno poi tanto grave se si rispettassero, in nome di qualche scontrino in più e giusto nei mesi estivi, le principali regole del buon vivere. Che invece, in alcuni punti nevralgici del centro, vengono dimenticate del tutto. Vicolo Giudaica, via Mercanti e, vergogna massima, piazza Sedile del Campo, dove tra ombrelloni, tavolini, pedane abusive, dehor diventati sempre più grandi e divanetti piazzati su luoghi di pubblico passaggio, la piazza in sé scompare completamente, e con le il suo potenziale artistico: “La fontana d’ìspirazione vanvitelliana ormai è diventata ricettacolo di rifiuti e viene coperta dal caos”, afferma uno dei residenti più esasperati della zona.
Basta fare qualche metro in più per arrivare all’inizio di via Porta Catena dove ormai i tavolini non si sa più dove piazzarli. Qualche gestore ha addirittura spostato tutte le aiuole che abbellivano la passeggiata trasferendole dal marciapiede al manto stradale in modo da avere più spazio da sfruttare sotto le sue insegne avvolte dal fumo delle friggitrici. Stesso discorso in vicolo Giudaica dove di sera i tavolini arrivano fin quasi in via Duomo ostacolando l’ingresso nei portoni ad alcuni residenti. “A volte davvero ci chiediamo se queste irregolarità lampanti le vediamo solo noi oppure le vedono anche i vigili? – si chiedono alcuni abitanti del quartiere – e la domanda vera da porsi è: se le vedono anche i vigili, perché non fanno assolutamente niente per restituire il quartiere ai suoi residenti intervenendo laddove gli abusi sono davvero eccessivi, evidenti e oltraggiosamente strafottenti?”. E concludono: “Se ci sono delle regole, a rispettarle devono essere tutti indistintamente”. Ma questa dovrebbe essere la normalità che a Salerno pare non sia così scontata.
Fiorella Loffredo
