San Matteo, la frecciata del vescovo: purifichiamo la festa

Monito ai fedeli di monsignor Moretti: il patrono non è un feticcio

Fulcro delle celebrazioni dovrà essere quest'anno la deposizione della corona di fiori in piazza Flavio Gioia, dove il Comune non si presentò lo scorso anno

Salerno.  

“Bisogna continuare il percorso di purificazione di San Matteo. Perché San Matteo non è un feticcio”. A buon intenditor poche parole. Questa solo una delle frasi lapidarie che questa mattina il vescovo di Salerno, monsignor Luigi Moretti, a margine della conferenza stampa sulla mostra degli Avori del Museo diocesano che sbarcherà presto a Rimini, visibilmente provato dal caldo e dai problemi di salute che lo affliggono da tempo, ha dato qualche anticipazione sulla ormai imminente festa in onore del santo patrono. Che sarà, a detta del numero uno della chiesa salernitana, “nel segno della continuità e della spiritualità”.

Chi si aspetta, quindi, una festa diversa da quella vissuta negli anni scorsi, priva di quegli appuntamenti tradizionali che tanto mancano ai salernitani doc, rimarrà deluso anche questa volta. A meno che non si decida di ripristinarne almeno qualcuno, ma per saperlo dovremo aspettare che il fatidico 21 settembre si avvicini.

Fulcro delle celebrazioni, a detta del vescovo, dovrà essere la deposizione di fiori alla statua del santo patrono in piazza Flavio Gioia: “Vorrei che somigliasse all’appuntamento romano dell’Immacolata”, ha detto monsignor Moretti che, volendo o non volendo, ha riportato alla memoria dei presenti una delle polemiche che accompagnò le celebrazioni in onore di San Matteo dello scorso anno, quella scaturita dalla grande assenza del Comune alla suddetta cerimonia, snobbata completamente dalle istituzioni. Cosa succederà quest’anno? Per ora la Curia sta chiamando a raccolta tutte le associazioni in modo che la corona di fiori venga posta al collo di San Matteo dai vigili del fuoco, così come tradizione vuole, in un tripudio di applausi e commozione.

Fiorella Loffredo