Contro gli autori di stupri di gruppo c'è un'unica soluzione: la castrazione chimica. Lo sostiene – e da tempo – il Libero sindacato di polizia (Lisipo), organizzazione che sollecita spesso posizioni radicali, soprattutto sul tema immigrazione.
Questa volta l'appello alla “castrazione” arriva dopo i fatti di Rimini. Dove un branco ha stuprato una donna su una spiaggia dopo aver brutalmente picchiato il fidanzato. Una coppia polacca, in Italia per le vacanze. Lo stesso branco avrebbe poi ripetuto le violenze, sempre a Rimini. Vittima, questa volta, un trans peruviano. Si tratterebbe di stranieri. Uno di colore.
«E' un altro esempio diu self service del sesso – ha dichiarato il presidente nazionale del Lisipo, Antonio De Lieto -. Questi individui ritengono che con la violenza si può dare sfogo agli istinti più brutali. E' giusto – ha aggiunto - che lo Stato tuteli le vittime e assicuri questi violenti alla giustizia. La violenza sessuale, devasta la vittima che rimarrà segnata per tutta la vita. Per gli autori di questi atti brutali – ha concluso - vi deve essere una pena che concretamente impedisca, il ripetersi di questo tipo di reato e la “castrazione chimica” potrebbe essere una pena da introdurre nel nostro Codice penale, proprio per impedire che individui dall’istinto criminale molto sviluppato, possano continuare a porre in essere azioni odiose e violente».
