Vaccini: caos dopo l'approvazione del decreto Lorenzin che ha li ha di fatto resi obbligatori. Genitori infuriati, quelli contrari, o pieni di dubbi. In realtà il Ministero della Salute fa sapere che solo per l'anno scolastico 2017/2018, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate. Lo prevede la circolare predisposta dai ministeri della Salute e dell'Istruzione per venire in contro a scuole e famiglie.
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E basteranno anche una mail o una raccomandata inviata alla asl, da presentare a scuola, per dimostrare la volontà di vaccinare i propri figli.
“Con il varo del decreto Lorenzin ci sono 10 vaccini diventati obbligatori, in origine erano 12 – a dirlo è il pediatra Aurelio Occhinegro, componente della commissione regionale vaccini della Campania-. Obbligatori vuol dire che la scuola pretende un certificato per poter fare l'iscrizione. In realtà per garantire il rialzo delle coperture vaccinali e la salute dei bambini e dell'intera comunità noi pediatri continuiamo a raccomandarli tutte. I vaccini proteggono da malattie davvero importanti – chiosa Occhinegro - non considerate attuali forse ma sempre presenti, continueremo infatti, a combattere contro difterite, tetano”. Ma come stanno andando dal punto di vista pratico le cose?. “E' nato qualche problema organizzativo – precisa Occhinegro - sia le scuole, che le Asl e i centri vaccinali, incontrano i primi problemi.
C'è un po' di confusione sui ruoli, le scuole delegano ai medici, i medici dicono ai genitori di fare l'autocertificazione, l'Asl è alle prese con le vaccinazioni canoniche e poi con queste nuove obbligatorie. Fortunatamente la grande maggioranza dei genitori ha seguito i consigli di noi pediatri ed è quindi immunizzata, c'è una minoranza davvero esigua che deve mettersi in regola. La frangia dei genitori ostili ha visto in questa obbligatorietà un'ulteriore obbligo al quale sottoposti. I genitori devono convincersi che le vaccinazioni sono utili e servono a tutelare i bambini che hanno problemi seri e non possono essere vaccinati e non possono permettersi il lusso di prendere delle malattie, è dunque anche un dovere sociale”.
Sara Botte
