Un successo per il dipartimento di Farmacia dell'Università di Salerno e una nuova strada per sconfiggere il tumore ai polmoni. Uno dei più letali.
I ricercatori salernitani hanno individuato dei marcatori specifici e selettivi. Cosa significa? L'aumento delle possibilità di guarigione per i pazienti sottoposti a terapia.
E se da un lato la scoperta permette di implementare test diagnostici altamente selettivi e di facile esecuzione in qualsiasi laboratorio diagnostico, dall’altro rappresenta anche la base per poter sviluppare farmaci specificamente mirati all’inibizione della pathway, aprendo nuovi scenari nella terapia farmacologica del cancro al polmone.
L’idea è partita dell gruppo di ricerca del Difarma (composta da Aldo Pinto - Ordinario di Farmacologia; Rosalinda Sorrentino - ricercatrice; Rita Patrizia Aquino - Ordinario di Tecnologie Farmaceutiche; Michela Terlizzi - assegnista di ricerca).
La ricerca di un biomarcatore specifico del tumore al polmone, brevettata nel 2014 con brevetto esteso in vari Paesi del mondo fino al 2016, alla base della nascita di ImmunePharma srl, spinf-off universitario costituito per la maggior parte da giovani ricercatrici del settore farmacologico e farmaceutico, con il supporto del dottor Antonello Saccomanno, Chief Financial Officer.
In tutto il mondo ogni minuto due persone muoiono di cancro. Le aspettative per i prossimi dieci anni prevedono un aumento rilevante (circa 70 per cento) dell’incidenza di tumori, tra i quali uno dei più comuni e devastanti è il cancro al polmone, la maggiore causa di morte per neoplasia a livello globale, con circa 410.220 nuovi casi di cancro al polmone in Europa, di cui 41.300 in Italia.
Il cancro al polmone ha prognosi infausta (metà degli ammalati muoiono entro un anno dalla diagnosi) anche perchè, attualmente, per la maggior parte dei pazienti la diagnosi avviene in uno stadio avanzato della malattia. Mentre si stima che oltre l’80% dei casi di cancro al polmone potrebbero essere curati se si riuscisse ad intervenire in uno stadio iniziale. Tuttavia, i metodi diagnostici, attualmente impiegati, basati principalmente su analisi strumentali (TAC, PET etc) e identificazione di marcatori tumorali sono invasivi, costosi e, soprattutto, nel caso dei biomarkers del tutto aspecifici; il loro livello, infatti, tende ad aumentare in modo indiscriminato in molti tipi di tumore.
Il biomarcatore potrebbe ridurre tutto questo.
