Una torcia in faccia poco prima dell’alba e poi l’intimazione: “O sparite da qui immediatamente o finite in galera. Questa è una proprietà privata e non potete occuparla”. Sei persone, due di queste parecchio malmesse sotto il profilo medico, da lunedì mattina sono di nuovo all’addiaccio. Avevano trovato rifugio dal primo pungente freddo arrivato in città da qualche settimana in un casolare abbandonato tra Fratte e Matierno ma la loro presenza non è passata inosservata ai residenti del quartiere, o ai proprietari dello stabile, che hanno chiamato le forze dell’ordine per far sgomberare il loro immobile inutilizzato.
I sei senzatetto, tra i quali si annovera una donna reduce da un’isterectomia e attualmente sotto chemio e un anziano recentemente dimesso dall’ospedale da Procida con una salute a dir poco precaria, si sono visti piombare addosso dei carabinieri che li hanno mandati via. E così da ieri mattina si sono dispersi per la città occupando chi una panchina, chi un sottopasso, chi un vicolo buio lontano dagli occhi indiscreti. A segnalare l’episodio uno dei volontari di strada, Rossano Braca dell’associazione “Venite Libenter” che, a poche ore dallo sgombero, è stato chiamato da uno dei clochard allontanati: “Non mi hanno contattato per denunciare l’accaduto ma solo per dirmi che avevano freddo e che non sapevano dove andare e io non ho saputo dar loro una risposta concreta perché in città non ci sono ricoveri per senzatetto ma questa è una storia che si ripete ogni anno”.
Braca ha affidato il suo sdegno a Facebook e sulla sua bacheca ha così scritto: “Noi abbiamo potuto portare solo abiti e coperte perché nella nostra città si discute di dove mettere gattili e canili ma gli "umanili" non interessano a nessuno dei nostri amministratori. Perché il povero sporco e lacero non fa audience…E’ vero che non possiamo accogliere tutti ma fra tutti e nessuno in mezzo c’è qualcuno”.
Braca ricorda che lo scorso anno, nel periodo più freddo dell’anno, sono state solo le associazioni di volontariato a muoversi per trovare un letto a chi vive per strada; in poche ore, grazie a un tavolo tecnico indetto sull’emergenza, aprirono le porte i dormitori di piazza San Francesco, dei Barbuti, dei Saveriani di rione Petrosino e della chiesa di San Giuseppe Lavoratore arrivando a mettere al servizio degli ultimi della città quasi 90 posti. Il Comune, dopo l’esperimento di due anni fa, quando per qualche giorno venne allestito un dormitorio all’interno del pattinodromo di Torrione, ha bypassato il problema lasciando alla solidarietà umana e alla Chiesa il compito di aiutare i più bisognosi. Ormai ottobre è iniziato, il vento comincia a soffiare gelido di notte e niente ancora si è fatto per fronteggiare quell'emergenza freddo che presto arriverà minacciando di falciare, come successo lo scorso anno, diverse vite umane.
Fiorella Loffredo
