Uscita da scuola in sicurezza: il sindaco scrive al Ministero

Napoli chiede chiarezza sulle modalità con cui applicare la direttiva diramata a livello nazionale

La questione riguarda le ricadute negative che potrebbe avere sull'organizzazione familiare e sul traffico cittadino la circolare che obbliga i genitori a prelevare personalmente i figli dagli istituti

Salerno.  

Come anticipato dall’assessore comunale alla Mobilità, Mimmo De Maio, che la scorsa settimana, nella duplice veste di genitore e membro dell’Amministrazione, aveva partecipato all’infuocata assemblea tenutasi all’istituto comprensivo "Giovanni Paolo II" indetta per discutere sulle modalità di uscita da scuola dei ragazzi in totale sicurezza, il sindaco Vincenzo Napoli ha scritto al Ministro della Pubblica Istruzione, della Ricerca Scientifica e dell’Università e, per conoscenza ai dirigenti scolastici delle scuole medie della città di Salerno. L’obiettivo è cercare di avere  un’interpretazione univoca della direttiva diramata in tutti gli istituti scaturita da una sentenza della Cassazione che ha condannato un dirigente scolastico e l’insegnante dell’ultima ora di una scuola media, per un incidente mortale avvenuto quindici anni fa ad un alunno fuori delle mura scolastiche.

“La normativa sul tema è talmente labile da consentire la diffusione tra gli operatori scolastici di interpretazioni difformi”, esordisce  il primo cittadino  che poi aggiunge: “Così si è sviluppata l’idea di taluni dirigenti scolastici di puntare su una liberatoria a firma dei genitori dei minori che possa sollevare la scuola da una eventuale culpa in vigilando in caso di infortunio; altri invece in maniera più stringente hanno richiesto di consegnare gli allievi all’uscita da scuola direttamente ai genitori o in assenza a delegati, previo riconoscimento dell’identità, sulla scorta di documentazione formale, già depositata alla segreteria scolastica”. E così si arriva al fulcro della questione da un punto di vista squisitamente pratico, evidenziato dalla maggior parte dei genitori: “E’ facile immaginare la laboriosità che tale ultima modalità farà sorgere, sia in ordine temporale per la lungaggini legate alla formalità del riconoscimento delle persone a cui affidare gli allievi, sia per le irrimediabili ripercussioni negative sull’organizzazione delle famiglie e finanche sulla mobilità cittadina”.

Più nello specifico: “Non è difficile profetizzare che ove l’uscita venisse centellinata nel tempo, al fine di consentire l’espletamento delle più rigide formalità di consegna dei ragazzi, la mobilità in generale subirebbe un contraccolpo sfavorevole”, ha sottolineato giustamente il sindaco che auspica, sulla questione, “un urgente ed autorevole intervento ministeriale”. Nell’attesa che la sperata risposta chiarificatrice arrivi, il primo cittadino invita i dirigenti scolastici del territorio “a ripensare le iniziative eventualmente intraprese, in quanto la disomogeneità di applicazione del principio di vigilanza tra i diversi istituti scolastici della città di Salerno, potrebbe, oltre a tutte le considerazioni sopra svolte, alterare gli equilibri della mobilità veicolare in orario di uscita dalle scuole causando problemi alla circolazione e l’aumento dei rischi di incidenti stradali”.

Fiorella Loffredo