L'inverno dura un mese in meno. Una riduzione che si è realizzata a partire dagli anni '80. E riguarda tutto il pianeta.
Il fenomeno è stato studiato dai ricercatori del National Centers for Environmental Information, e in particolare dall'equipe del metereologo Ken Kunkel. Che, in breve, ha verificato come in moltissime aree degli Stati Uniti il gelo inizia con due settimane di ritardo rispetto alle medie precedenti e termina con altrettanti giorni di anticipo.
Naturalmente anche in Italia si è registrato lo stesso fenomeno. In inverno sono aumentate le alte pressioni miti o calde sub tropicali. In alcune zone l'inverno breve è più evidente che altrove.
Ma direte, comunque in inverno fa freddo. Certo, infatti le ondate di gelo classificabili come molto severe non sono statisticamente diminuite. Sono invece calate e drasticamente le ondate di freddo moderato o forte, a vantaggio invece di periodi molto miti rispetto al “clima storico”.
E quindi, l'inverno dura meno. Subisce il veloce passaggio di perturbazioni molto fredde, ma per il resto si mantiene su temperature superiori alla media. E soprattutto arriva con qualche settimana di ritardo e termina in anticipo.
Tutta colpa del riscaldamento globale, naturalmente. Sulle cause la questione è aperta e divide la comunità scientifica. Molti studiosi sostengono che il cambiamento del clima sia attribuibile al comportamento dell'uomo (alte emissioni di anidride carbonica, e non solo, nell'atmosfera), altri ritengono le modifiche del clima a breve termine siano da ritenere compatibili con i modelli di circolazione dell'aria.
Sono questioni molto specifiche, e serve una competenza notevole per valutarne le differenze. Resta un punto: il clima sta davvero cambiando.
E se pure possono esserci dubbi (ma ribadiamo, tanti non ne hanno), sulle responsabilità dell'uomo rispetto all'aumento della temperatura globale, non altrettanto si può dire sull'inquinamento (difficile dire che non è direttamente collegato alle nostre attività).
Due aspetti che potrebbero non essere connessi. Ma che impongono una banale riflessione: se si riduce l'inquinamento molto probabilmente si contrasta il cambiamento climatico, e sicuramente migliora la qualità della nostra vita.
Quindi, al di là di ogni possibile speculazione, resta la certezza che la riduzione della produzione di energia da idrocarburi a vantaggio delle fonti rinnovabili sembra un passo imprescindibile per salvare il pianeta. Con o senza inverno breve.
