FOTO/Ecco la banca degli abiti per gli ultimi della città

Iniziativa solidale nei locali parrocchiali della chiesa Maria Ss. della Medaglia Miracolosa

Ad allestire un vero multistore sociale sono stati i volontari dell'associazione "Venite libenter" guidata da Rossano Daniele Braca

Salerno.  

Si chiamano Luciana, Alda, Giuliano, Anna Laura e Rosaria. Sono i volontari che ogni mercoledì e giovedì – a volte anche il venerdì se c’è bisogno – passano il loro pomeriggio all’interno dei locali messi a disposizione dalla parrocchia Maria Ss. della Medaglia Miracolosa, zona parco Pinocchio, dove è stata aperta la prima Banca degli abiti di Salerno. A pensare a un servizio dedicato agli ultimi della città – senzatetto, fasce meno abbienti, persone in difficoltà in generale – è stato circa due anni fa il salernitano Rossano Daniele Braca che, dopo aver creato un’associazione che ha chiamato “Venite Libenter”, ha pensato di far “fruttare” l’esperienza maturata notte dopo notte in strada al fianco dei tanti invisibili che popolano gli angoli più bui della città, soli e al freddo.

Rossano e i suoi amici hanno cominciato col portare coperte e pasti caldi ai senza fissa dimora sparsi per Salerno, l’appuntamento era ogni domenica notte. Poi il gruppo si è presto reso conto che quello che veniva donato ai clochard  spesso finiva sequestrato dalle forze dell’ordine quando venivano scoperti i rifugi che questi disperati adibivano a dimore temporanee e così le coperte non erano mai abbastanza. Ha quindi pensato di mettere in Rete la sua esperienza e, con un gruppo  di volontari, e il supporto della parrocchia guidata da don Pierluigi Nastri, ha allestito un piccolo deposito dove gli uomini e le donne di buona volontà possono portare abiti, scarpe, coperte e tutto quello che può essere prezioso  a chi trascina con sé la propria vita in una busta di plastica.

Salerno ha risposto in maniera esemplare al suo appello e così, settimana dopo settimana, il sottoscala usato per i bustoni di abiti di seconda mano da distribuire a chi spesso non ha neanche quelli di prima non è più bastato e la Banca degli abiti si è trasferita nella mansarda dei locali parrocchiali, dove è stato allestito un vero e proprio multistore sociale diviso rigorosamente per settori, taglie e stagioni. Luciana si occupa del reparto donna, Giuliano di scarpe e accessori, Anna Laura e Rosaria fanno da front office per accogliere le richieste degli uomini e le donne che ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30 sanno che recandosi in via Gramsci, di fronte a uno degli ingressi del parco Pinocchio, potranno trovare cappotti, maglie, gonne, pantaloni, intimo e quant’altro può servire per affrontare in maniera dignitosa la vita di strada.

I volontari in tutto sono circa una ventina che si alternano in turni stabiliti, proprio come un grande magazzino, a disposizione di chi non ha niente. “Raccomandiamo lo stato dei capi che si vengono a depositare qui – afferma Luciana, la veterana del gruppo – perché spesso siamo obbligati a fare un doppio lavoro quando troviamo panni logori o, peggio ancora sporchi. Ricordiamo che sono destinati ad esseri umani che devono essere trattati con dignità e rispetto”. 

Fiorella Loffredo