Il 26% dei commercianti Campani non rispetta le normative sui prezzi dei prodotti in vendita. Un dato sconcertante, a darne notizia il Codacons. “Per garantire la trasparenza, la concorrenza e la libertà di scelta dei consumatori, Matteo Marchetti, vice segretario nazionale del Codacons, ha fatto partire un’indagine sui prezzi esposti nei negozi, prima a Salerno poi in tutta la regione Campania”.
Quello che emerge è che solo una parte dei commercianti campani rispetta la legge. I risultati dell’indagine effettuata tra settembre e novembre parlano chiaro. Il Codacons ricorda come sia fondamentale per i consumatori confrontare costantemente i prezzi nei negozi per scegliere il più conveniente. Si mette così in moto la concorrenza, facendo sì che i prezzi scendano: “eppure il prezzo latita sia nelle vetrine sia sugli scaffali.
“A Salerno, poi, più che altrove in Campania, - continua nella nota il Codacons - vista l’affluenza degli anni passati per le Luci d’Artista è necessario, per un’immagine sempre maggiore di legalità, un controllo maggiore. Le eventuali sanzioni potrebbero oltretutto rimpinguare le casse comunali.
L’indagine è stata effettuata a Salerno come capofila, quindi nei 4 capoluoghi ed a macchia di leopardo su tutta la regione.“I risultati” – precisa l’Avv.Matteo Marchetti vice segretario nazionale - “che vedono più del 25 % di commercianti non in regola, saranno inviati sia ai sindaci che ai Presidenti delle Camera di Commercio Campane, sia a tutti i comandi dei vigili dei comuni capoluogo interessati all’indagine, con la speranza che i controlli saranno poi, di fatto, estesi a tutti i comuni della Campania per ridare credibilità al commercio e tutelare tutti proprio i commercianti che rispettano la normativa”.
L'indagine conoscitiva della situazione ha riguardato però tutta la regione Campania.
La legge (n. 84 del 25 febbraio 2000) obbliga a esporre i prezzi, ricorda il Codacons. “I prezzi di vendita e/o il prezzo per unità di misura, quando previsto, devono essere indicati per tutti i prodotti in modo inequivocabile e facilmente leggibile; i prezzi devono essere indicati sia all’interno del negozio sia in vetrina.
Sono escluse pellicce, “haute couture”, opere di oreficeria, gemme o antichità, il cui prezzo sia superiore ai 1.746 euro. I prezzi di oreficeria e gemme possono essere indicati su piccoli cartellini collegati al prodotto, non visibili dall’esterno.
Chi viola le disposizioni è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da 516 euro a 3.098 euro. L’autorità competente è il Sindaco del comune nel quale le contravvenzioni hanno avuto luogo. Alla medesima autorità pervengono i proventi derivanti dai pagamenti (D. Lgs 114/98, art. 22)”.
S.B.
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