"Salerno si preoccupi anche delle donne che vivono in strada"

L'accorato appello del fondatore della Banca degli abiti, Rossano Daniele Braca

Le senzatetto in città non sono tante ma ci sono e vivono in condizioni disperate. Mancano, però, le strutture per ospitarle. Anche la Chiesa è chiamata a dare il suo contributo

Salerno.  

“Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne, sicuramente in città verranno organizzati incontri e dibattiti ma Salerno non ha neanche una struttura in grado di ospitare in emergenza le donne che vivono per strada. E’ un controsenso”. Rossano Daniele Braca, presidente dell’associazione “Venite Libenter”, nonché fondatore della prima “Banca degli abiti” creata a Salerno per fornire abiti e coperte per i senzatetto, esplode su Facebook e, senza perdere la sua efficacia comunicativa, tira in ballo anche il vescovo di Salerno, monsignor Luigi Moretti, ricordando una promessa fatta dalla Diocesi lo scorso anno dopo la donazione di 50mila euro che L’Ubi Banca Carime fece alla Caritas diocesana nel giugno del 2016. La somma devoluta doveva essere utilizzata per edificare la casa di accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” in zona Picarielli, a Pastena, al fine – si legge sul sito della Diocesi Salerno-Campagna-Acerno – “di rispondere ai bisogni delle persone senza fissa dimora che versano in situazioni di forte disagio sociale per problemi fisici e sanitari, psichici, di dipendenza, di reddito, di disoccupazione, o legati all’immigrazione. I fondi per la realizzazione del primo lotto sono già disponibili: 1,2 milioni di euro. Occorrono altri 800mila euro per il completamento del secondo lotto. I posti letto disponibili saranno 60 tra uomini e donne”.

L'appello al vescovo Luigi Moretti

Ecco, legandosi a questo annuncio, Braca si rivolge direttamente al numero uno della Chiesa salernitana: “Caro vescovo Moretti, forse è arrivato il momento di iniziare a investirlo questo milione di euro, o almeno i 200mila euro dispari. Non si possono tenere tanti soldi a dormire in banca mentre tanti uomini dormono in mezzo alla strada”. Tanti uomini ma anche tante donne, ed è proprio a loro che oggi si rivolge un pensiero carico di apprensione: “La situazione è seria – afferma Braca – e la sto denunciando da giorni. Si continua ad affermare che esiste un dormitorio femminile in via Bottiglieri  ma nella realtà non ospita alcuna donna ed è anche in condizioni talmente precarie da un punto di vista igienico-sanitario che oserei dire che è meglio così”.  Braca snocciola i dati: “La residenza creata ai Barbuti ospita solo uomini, così come la casa dei Saveriani e il convento dell’Immacolata”. E i risultati sono questi: “Ieri – racconta Braca raggiunto telefonicamente – abbiamo pagato noi l’albergo a una donna bulgara ultrasessantenne che non poteva più stare in strada per problemi di salute”.

Le donne che vivono per strada a Salerno

Le donne che a Salerno vivono all’addiaccio non sono tantissime ma ci sono: “Si tratta per lo più di straniere ex badanti che hanno perso il lavoro, e una casa, perché è morta la vecchietta a cui prestavano assistenza. - racconta Braca – Tre giorni fa abbiamo dovuto fare la guerra per un’altra straniera malata grave di diabete con i piedi a rischio amputazione che non aveva un posto dove dormire. Ora per fortuna ai nostri appelli hanno risposto i Servizi sociali che ci hanno concesso un mese in una struttura per curarla, ma solo fino al 31 dicembre. E poi? Che fine farà la nostra mamma Maria?”. Quindi l’appello:  “Chiedo alle associazioni che tutelano le donne di unirsi alla nostra campagna chiedendo a istituzioni ed enti caritatevoli una maggiore sensibilità nei confronti di queste persone in difficoltà il cui numero per fortuna è esiguo ma non per questo meno degno di attenzione”, conclude Braca.

Fiorella Loffredo