E’ Bolzano la provincia italiana dove si vive meglio, seguita a ruota da Trento. Arriva la classifica di ItaliaOggi per qualità della vita, che dà anche in forte risalita Roma, ma vede ancora una volta Napoli fanalino di coda.
In questa graduatoria Salerno risulta la prima città in Campania ponendosi al 73esimo posto e guadagnando 6 posizioni rispetto allo scorso anno. Segue Benevento al 75esimo posto, ma il capoluogo sannita perde tre posizioni, poi Avellino 82esima che guadagna dieci posizioni in un anno, Caserta 95esima perde 4 punti rispetto al 2016 e infine Napoli che resta ancora in coda alla classifica alla posizione 108, stessa dello scorso anno. Il capoluogo di Regione dunque conferma il dato negativo del 2016 non facendo registrare nessun passo in avanti sulla qualità della vita.
Tutte le province campane risultano nella parte bassa della classifica invece per quanto riguarda gli affari e del lavoro. Benevento è 80esima, Avellino 86esima, Salerno scende al 92esimo posto, Caserta è 103esima e Napoli ancora fanalino di coda al 109esimo posto.
Salerno torna a comparire nella parte alta della classifica quando parliamo di ambiente, in questa classifica è al 26esimo posto. Al numero 38 troviamo Avellino, 49esima Benevento, Caserta al 69esimo posto, e Napoli ancora una volta tra le ultime al 92esimo posto.
Nella classifica finale sulla criminalità invece la ricerca di Italia oggi ci consegna Benevento tra le prime venti città più sicure d'Italia, il capoluogo sannita guadagna ben 20 posizioni e diventa dodicesima, segue Avellino in 30esima posizione che però perde cinque punti rispetto allo scorso anno. Salerno è addirittura 70esima se si parla di sicurezza mentre Caserta è al 76esimo posto e Napoli, manco a dirlo, si trova in posizione 105 insieme a Milano e Bologna.
L’indagine è stata curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma, con il supporto di Cattolica Assicurazioni.
L’analisi ha inoltre permesso di evidenziare una tendenza in particolare: non c’è più una netta distinzione tra un centro-nord avanzato e un mezzogiorno arretrato e povero, ma piuttosto “province minori contraddistinte da un notevole dinamismo e da condizioni economiche favorevoli contrapposte a contesti metropolitani sempre più statici e non più in grado di garantire condizioni di vita accettabili ai loro residenti”.
