Un'altra tragedia nell'università di Salerno. E' accaduto poco fa, all'interno del parcheggio multipiano dell'ateneo. Un ragazzo di ventuno anni Namir A., marocchino, originario di Casablanca e residente a Lacedonia, è stato trovato riverso al suolo. Sul posto sono intervenute le ambulanze della Misericordia e quelle dei volontari della Solidarietà di Fisciano e dell’Associazione di Volontariato “Il Punto” di Baronissi. E' stato predisposto anche un elisoccorso. Sul luogo della tragedia si sono anche recati il Rettore e il Direttore Generale dell’ateneo. Ma non c'è stato nulla da fare, inutili tutte le manovre di rianimazione: il giovane era già morto.
Secondo una primo ricostruzione dei fatti sembra che il 20enne avesse avuto poco prima una accesa discussione – nei pressi della biblioteca - con una ragazza, molto probabilmente la sua fidanzata. La giovane – questo hanno dichiarato alcuni testimoni – sarebbe stata colpita al volto. In queste ore si troverebbe in ospedale per medicare un trauma facciale. Avrebbe anche il setto nasale fratturato.
Dopo qualche minuto il dramma. Il 20enne è precipitato da un piano superiore dell'edificio, cadendo all'interno del parcheggio. Sono intervenuti i carabinieri ed effettuati tutti i rilievi necessari. Non si esclude nessuna ipotesi. Saranno determinanti per fare luce su quello che è accaduto le riprese delle videocamere che sono disseminate in molti punti del parcheggio e potrebbero accertare se il ragazzo, sconvolto dalla lite, abbia deciso di togliersi la vita o se, invece, sia coinvolta un'altra persona. E verrebbe quindi esclusa l'ipotesi del suicidio.
Nel maggio di quest'anno un'altra tragedia simile ha scosso il campus salernitano. Gianluca C., 19 anni, di Campagna, si è lanciato nel vuoto all'interno della biblioteca scientifica. Il ragazzo inviò anche un ultimo messaggio agli amici prima di farla finita: «Lascio il gruppo, ma non vi abbandono. Ora non vi posso spiegare il motivo». Che sembrava un arrivederci piuttosto che un addio. Le motivazioni di quel gesto estremo sono rimaste sempre sconosciute, anche se venne ipotizzata come causa la dislessia della quale Gianluca soffriva e che avrebbe potuto provocargli qualche disagio in un ambiente nuovo come quello universitario.
Suscitò molta impressione all'epoca – e anche indagini dei carabinieri – le immagini che ritraevano il ragazzo privo di vita. Qualcuno le aveva scattate e poi diffuse sui social.
