Un impegno che richiede risorse importanti per decine e decine di milioni di euro, che interessa da vicino tutto il territorio campano: dalla costa Sud del Cilento a quella dell'alto Casertano. Il governatore Vincenzo De Luca torna ad affrontare la questione legata alla depurazione. Un argomento delicato, in una regione dove ogni giorno finiscono quantità indicibili di liquami proprio perché il ciclo non è chiuso. Il presidente ne ha parlato questa mattina dal municipio di Cetara, in Costiera Amalfitana, in occasione della posa (simbolica) della prima pietra della condotta sottomarina che convoglierà gli scarichi della città della colatura d'alici nel depuratore di Salerno.
"L'obiettivo è ripulire il mare della nostra regione e puntare con forza sul disinquinamento costiero", l'impegno ribadito a chiare lettere dall'inquilino di Palazzo Santa Lucia nel corso dell'incontro al quale hanno partecipato, fra gli altri, anche il vicepresidente Fulvio Bonavitacola, il presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora e il sindaco dei Cetara Fortunato Della Monica.
Non solo la Costiera Amalfitana, la Penisola Sorrentina o il Cilento, perle indiscusse della balneazione territoriale. L'impegno riguarda anche le aree più degradate della costa campana, come quella dell'alto casertano. Senza dimenticare, ha aggiunto De Luca, anche quello che è stato definito "lo sforzo gigantesco" per il risanamento dei corpi idrici superficiali che non interessa solo le aree costiere ma anche le zone interne della Campania, in primis di Sannio e Irpinia. "L'intento - ha aggiunto in conclusione il governatore - è arrivare entro la fine della legislatura ad un sensibile miglioramento della qualità ambientale non solo della Campania, ma anche del nostro mare. Per recuperare così decine e decine di chilometri di costa di fatto off limits".
Giovanbattista Lanzilli
