(elleti) Sono state loro, le 26 ragazze nigeriane, annegate in un naufragio e arrivate morte nel porto di Salerno, il filo conduttore in città della giornata internazionale della donna. Più dello sciopero, delle proteste contro la violenza di genere, più della sollevazione femminile contro le molestie sessuali, a caratterizzare queste ventiquattro ore è stato il ricordo di quelle giovanissime. Approdate senza vita a Salerno e dopo aver subito – alcune di loro – anche indicibili violenze.
Tre gli appuntamenti. Il primo alle dieci (guarda il video), all'ingresso del cimitero monumentale. C'era anche il ministro dell'immigrazione in Nigeria, Ifeynwa Angela Nwambu. Che ha dichiarato non senza commozione: «Questa manifestazione è molto importante per noi, e si muove nella direzione di un rapporto di collaborazione sempre più stretto tra l'Italia e la Nigeria, speriamo che diventi sempre più stresso. La città di Salerno si sta dimostrando davvero vicina al dramma di queste 26 ragazze, alle loro famiglie e all'intero popolo nigeriano. Su questo non possiamo che esprime il nostro ringraziamento». C'erano anche molte associazioni e una rappresentanza del comune di Salerno.
E' stata anche inaugurata l'opera di Pietro Lista e Giovanni De Rosa "26 rami spezzati, 2 nel segreto della maternità. Nell'edera l'immortalità dell'anima".
Alcune di quelle ragazze – è giusto ricordarlo – erano destinate al mercato della prostituzione. Violenza su violenza. Questa volta commessa qui, sulla Litoranea o sulla Domiziana, da padri di famiglia italiani.
Alle dodici, nei Giardini “8 Marzo” in via de Cicco, è stato inaugurato il monumento realizzato da Eugenio Siniscalchi in collaborazione con gli studenti del liceo artistico Sabatini-Menna.
La giornata dedicata alle donne, e in particolare alle vittime di quel terribile naufragio, si concluderà alle 21 nel teatro Augusteo lo spettacolo di teatro civile "26 – Come in Mare Così in Terra”, promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania con il Patrocinio del Comune di Salerno.
