Una situazione paradossale. Nella quale giudici, avvocati e cittadini sono alle prese con difficili condizioni di lavoro. In un contesto già di per sé delicato come quello che riguarda il settore della giustizia. Si parla della cittadella giudiziaria di Salerno. Disegnata dall'archistar Chipperfield, in questi mesi ha visto il trasferimento di una serie di uffici dallo storico edificio di Corso Garibaldi e Vittorio Emanuele. Un provvedimento atteso da anni. Forse troppi. Perché nel frattempo il tempo è passato, e le esigenze sono mutate. E' la tesi del presidente della Camera Penale salernitana, Michele Sarno, che in una intervista al canale Otto Channel 696 non le ha mandate a dire.
"Non è, come si potrebbe erroneamente pensare di primo acchito, la mobilitazione di un ordine professionale per tutelare gli interessi di una categoria - esordisce Sarno - ma una questione innanzitutto di civiltà. Anche perché nel frattempo una parte degli uffici resteranno in centro, un'altra sono stati (e saranno) trasferiti presso la nuova sede, un'altra ancora se abbiamo ben capito non si muoveranno da Via Rafastia. E' facile immaginare - è la reprimenda - che diventa complicato non solo per i legali, ma anche per i cittadini dover fare la spola".
Intanto, i problemi che si registrano nella nuova sede a due passi dal fiume Irno non sono pochi. "Code infinite, ascensori fuori uso e parcheggi dedicati annunciati per il futuro ma che intanto non si vedono. Ogni giorno è complicato, ecco perché chiediamo la convocazione al più presto di un tavolo nel quale confrontarci e valutare le esigenze di tutti", aggiunge il presidente della Camera penale. L'obiettivo è trovare una soluzione che possa mettere tutti d'accordo e soprattutto rendere funzionale il lavoro della macchina giudiziaria. "Il timore - conclude amaro Sarno - è che ci troviamo in presenza dell'ennesimo spreco di fondi pubblici".
Giovanbattista Lanzilli
