Fonderie Pisano: "Ci teniamo alla salute di tutti"

A dirlo Francesca D'Elia segretario della Fiom Cgil che commenta la possibile delocalizzazione

Salerno.  

Pronta a partire la delocalizzazione delle Fonderie Pisano arrivano immediatamente le prime polemiche. Il consiglio di amministrazione dell'opificio ha presentato la domanda per il bando Asi, che potrà permettere lo spostamento dello stabilimento di via dei Greci, attualmente chiuso dopo la revoca dell'Aia da parte della regione Campania. Obiettivo portare gli impianti nella zona industriale del Cratere nella zona industriale di Buccino, ma il sindaco del comune, Nicola Parisi si è detto pronto alle barricate, confermando una netta opposizione all'idea di ospitare in città gli altoforni.

Intanto i sindacati sperano che attraverso questo percorso, che è solo all'inizio, si possa evitare il licenziamento degli oltre cento operai. Per Francesca D'Elia, segretario della Fiom – Cgil Salerno, questo è sicuramente un primo passo importante. “Ovviamente si tratta di un bando quindi comunque c'è un iter da rispettare – precisa la D'Elia - ma è un segnale concreto di quelle volontà già espresse anche un anno e mezzo fa in Regione Campania. Ci auguriamo che questo nuovo progetto venga anche esaminato nel merito da parte di tutti coloro che hanno competenze idonee e per poter stabilire così come noi pensiamo che sono tecnologie che non hanno impatto sull'ambiente, poiché ovviamente anche noi ci teniamo che la delocalizzazione avvenga nel migliore dei modi per la salvaguardia della salute di tutti”.

Intanto sull'argomento sono intervenuti anche i vertici delle Fonderie Pisano,

Guido Pisano, Vice Presidente dello stabilimento, in una nota ha precisato il suo rammarico per una “denigrazione preventiva” nei confronti di questo progetto.

“Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni apparse sugli organi di informazione di rappresentanti istituzionali che in maniera, per così dire, “preventiva” hanno espresso giudizi inopportuni sull’ipotesi di eventuale localizzazione di un nuovo e tecnologicamente avanzato impianto produttivo delle Fonderie Pisano in provincia di Salerno – dice Pisano -. Senza alcuna cognizione della tipologia degli impianti, conformi a tutte le normative vigenti, ed al loro impatto ambientale – molto più basso rispetto agli standard europei ed italiani – si è proceduto ad una vera e propria opera di denigrazione nei confronti della nostra azienda e della nostra famiglia.

E’ evidente che continua ad essere alimentato, su più fronti, un ingiustificato ostracismo con travaricamento dei ruoli istituzionali  e amministrativi, con buona pace delle rispettive responsabilità.

Resta il rammarico che non si possa, invece, costruire un percorso nella piena legittimità, attraverso un confronto serio, dialettico e tecnico  improntato soprattutto alla conoscenza reale delle progettualità e degli investimenti che saremmo intenzionati a fare, già illustrati alla Regione Campania ed al Ministero per lo Sviluppo Economico.

Auspichiamo che quanto accaduto fin ora non influisca negativamente sulle valutazioni di carattere eminentemente tecnico e rifletteremo, con attenzione, sulle nostre scelte future, ferma comunque la nostra volontà di richiedere, nelle sedi opportune, nessuna esclusa, ogni tutela giuridica possibile.

Prendiamo atto della diffamazione “preventiva” di cui siamo oggetto – auspicando che non influisca negativamente sulle valutazioni di carattere eminentemente tecnico del nostro progetto –  e rifletteremo con attenzione sulle scelte da compiere”.

S.B.