De Luca contro la Rai: "Salerno offesa, voglio un dibattito"

Il governatore lancia accuse alla trasmissione Fuori Roma di Concita De Gregorio

Il consigliere d'opposizione Celano: "Quanto il lupo è ferito in tanti diventano leoni"

Salerno.  

Non riesce a tacere il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca lancia accuse e decide di farlo con un post sulla sua pagina Facebook, parole come stilettate, contro il programma condotto da Concita De Gregorio, (FuoriRoma), che ha avuto ieri come protagonista la città di Salerno. La puntata che “racconta le storie, personali e politiche, dei sindaci e degli amministratori che stanno cambiando la geografia politica del Paese” si è conclusa con un riferimento alla gestione politica e amministrativa di Salerno, prevedendo sia “il momento, che non sembra lontano, di congedare i principi”, ogni riferirimento non è puramente casuale.

“Dopo anni e anni di aggressioni, sempre dalla stessa rete pubblica, abbiamo assistito stasera all'ennesimo atto di squadrismo mediatico, l'ennesimo stravolgimento della realtà. Interverremo in tutte le sedi. Riconfermo – precisa De Luca - che siamo espressione di una esperienza amministrativa che è un modello nazionale di concretezza, di rigore, di trasparenza.

E anticipo quella che sarà la mia richiesta ufficiale alla Rai: un dibattito pubblico su Salerno e sulla Campania, rigorosamente in diretta, dove e quando vogliono. Non un programma registrato, quindi senza possibilità di tagli e montaggi. La trasmissione di stasera è non solo un'offesa alla verità e alla storia di una città libera che è rinata, ma anche un'offesa al 75% dei cittadini che democraticamente, al di là di ogni orientamento politico, hanno espresso il proprio consenso e rispetto per l'azione amministrativa” conclude De Luca.

Sono stati intervistati dalla De Gregorio: il sindaco Vincenzo Napoli, lo scrittore Diego De Silva, la cantante Teresa De Sio, il rettore del campus di Salerno Aurelio Tommasetti, l’antropologo Paolo Apolito, lo storico Isaia Sales e Lorenzo Forte, presidente del comitato “Salute e Vita”.

Hanno raccontato il proprio punto di vista sulla città, definita «malinconica come le poesie di Alfonso Gatto».

"Ieri sui RAI 3 (servizio pubblico) abbiamo assistito alla messa in onda di uno scadente compitino propagandistico, incomprensibilmente e ingiustificatamente livoroso - chiosa dal canto suo il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli -. La ragione critica è stata sacrificata in favore del pregiudizio e dei luoghi comuni più odiosi.

E’ stata confezionata, ad arte, un’immagine della città e dei cittadini offensiva e proditoria. La verità ha lasciato il posto ad una violenta aggressione condotta con le modalità tipiche di una categoria di giornalismo votato, ad arte, alla disinformazione. 

Salerno è una città moralmente sana, orgogliosa, e soprattutto libera, distante abissalmente dall'immagine falsa e caricaturale creata in laboratorio per fini fin troppo evidenti. Noi continueremo, con onore, il nostro lavoro di amministratori onesti e operosi, pronti a recepire le critiche anche severe se intellettualmente e moralmente oneste e soprattutto rispettosi del mandato ricevuto con oltre il 70% dei consensi" ha precisato il primo cittadino.

“Immagini di una città stupenda, ricostruzione storica di un "sistema" di potere che dura ormai da un quarto di secolo, denuncia di scelte urbanistiche infelici con cementificazioni vergognosamente invasive, ma anche rappresentazioni eccessive di uno pseudo provincialismo che caratterizzerebbe i salernitani che amano, invero, la propria città come pochi altri. Oggi che il sistema è in declino spuntano, come i funghi, critici ed oppositori”.

Questo invece il commento sulla trasmissione di Roberto Celano, consigliere comunale di Forza Italia che continua: Ero poco più che un ragazzino quando iniziai ad impegnarmi avverso un modello di governo opprimente che, già era chiaro, volesse costruire una capillare rete di controllo sociale sulla città. Già da allora denunciavo eccessi e scelte infelici. Lo facevo quasi da solo, con pochi amici, nel mentre intellettuali, esponenti della società civile, rappresentanti delle categorie produttive e politici più "esperti" gareggiavano nell'esaltazione più efficace del "progressismo" salernitano. Era già chiaro che gran parte dell'informazione (con le dovute e coraggiose eccezioni!) e parte consistente delle Istituzioni, anche quelle di "controllo", si erano "piegate" al sistema e ne favorivano il consolidamento. Oggi è un altro giorno. E’ troppo facile. Quando il lupo è ferito in tanti diventano leoni".

S.B.