“Fuga dai libri: il 70% degli italiani non legge” titolava un interessante articolo pubblicato qualche mese fa dal quotidiano “La Stampa”, conferma del fatto che i giovani di oggi, attratti da altri tipi di svaghi e divertimenti, hanno perso l’abitudine di recarsi in libreria e di accrescere il proprio bagaglio umano e culturale attraverso la letteratura. Da questo punto di vista, però, in Campania c’è una città che rappresenta una fiore all’occhiello, una sorta di eccezione che può fungere da esempio per tutte le altre realtà locali. Nell’ambito del progetto “Eboli legge”, fortemente voluto e patrocinato dall’amministrazione locale guidata dal Sindaco Massimo Cariello, è stato presentato ieri pomeriggio presso lo storico ristorante “Il Panigaccio” il libro redatto dalla scrittrice salernitana Giulia Bracco, edito dal gruppo “Caffèorchidea” del giovane imprenditore Giuseppe Avigliano e intitolato “La Madre, Il Maestro, Shakespeare e Dio”, opera che abbraccia i vari rami della conoscenza e che ha fatto letteralmente innamorare gli organizzatori di un evento che ha riscosso notevole successo e che può rappresentare un trampolino di lancio fondamentale per l’apprezzatissima artista. “Ringrazio tutto il mio gruppo per aver creduto in questo progetto” ha dichiarato Cariello “sono orgoglioso di guidare una realtà sempre attenta alla cultura e sempre desiderosa di coinvolgere le nuove generazioni. Quando abbiamo iniziato questo progetto c’era tanta curiosità, la risposta del pubblico è stata entusiasmante e siamo contenti di aver ospitato nella nostra città professionisti di alto spessore e che hanno contribuito ad accrescere il nostro bagaglio culturale. Quello che abbiamo ideato è un circuito innovativo: non è certo di comune riscontro presentare un libro presso una palestra, un ristorante o un supermercato. Questa originalità ha avvicinato tante persone e ha fatto capire che ogni luogo è quello giusto per ampliare orizzonti e conoscenze”.
Dello stesso avviso anche l’assessore Angela La Monica: “Questa sera sono particolarmente emozionata, l’esperimento è riuscito benissimo ed Eboli è sempre molto attenta alla tematica della lettura. E’ una sfida vinta, abbiamo affrontato un viaggio incentrato su un confronto basato sulla conoscenza, leggere un libro permette sempre di riflettere su tematiche apparentemente molto diverse tra loro. Mi preme sottolineare l’ottima risposta dei giovani: è soprattutto per loro che abbiamo ritenuto opportuno investire risorse ed energie per questa iniziativa”.L’originalità, dunque, è stata proprio questa: indire convegni culturali in luoghi solitamente adibiti ad altri tipi di attività, ma comunque molto frequentati dalla cittadinanza. La scelta del Panigaccio, del resto, non è stata casuale: è forse uno dei pochi ristoranti italiani ad aver trasformato una sala in un vero e proprio angolo culturale, con uno scaffale ricco di libri dedicati alla gastronomia. “E’ bellissimo, da ebolitano, presentare con la mia casa editrice un libro nella mia città, sono decisamente emozionato e ringrazio di cuore tutti coloro che sono intervenuti. Dai titolari del locale a mia moglie che mi accompagna in quest’avventura senza dimenticare l’amministrazione comunale locale, i professionisti presenti in sala e soprattutto la bravissima Giulia. Quando ero ragazzino mi innamorai della letteratura grazie ad una insegnante, la mia non era una famiglia abituata a leggere. Questo libro, che ho letto in pochissime ore, mi ha regalato le emozioni e le sensazioni positive di tanti anni fa, mi ha colpito favorevolmente e sono convinto che riscuoterà un grandissimo successo” le parole di Giuseppe Avigliano.
La soddisfazione del Sindaco e degli organizzatori, nuovo progetto nel mese di maggio
Durante il convegno, moderato con bravura e professionalità dalla giornalista Mariavita Della Monica e impreziosito dagli interventi dell’esperta e competente Milva Carrozza e dalla presenza del docente, editor e ricercatore universitario Alfonso Natale, ha parlato naturalmente anche l’autrice del libro, applaudita dai presenti e indicata come una delle più brave e preparate a livello nazionale: “Ringrazio anzitutto il Comune di Eboli, Giuseppe Avigliano e tutti coloro che hanno creduto in me e in questo lavoro. Scrivere è sempre stata la mia grande passione, amo la letteratura e lavorare sulle singole parole che spesso veicolano anche messaggi spirituali. In quest’opera c’è proprio una riconciliazione tra scienza e spiritualità, con riferimenti alla metafisica, all’arte, alla fisica quantistica e ai sentimenti autentici. Ogni personaggio incarna un valore e un modello diverso, la storia si intreccia attraverso dinamiche articolate e fino all’ultima pagina si alternano molte situazioni differenti. Ho sempre amato i grandi classici, Shakespeare e tutti gli autori più bravi della storia rappresentano delle fonti di ispirazione e chi svolge questo mestiere deve sempre mettersi in discussione e chiedersi cosa avrebbero fatto loro al nostro posto”.
Il suo primo libro si intitola “Ovunque sei, se ascolterai”, un’opera ispirata anche alla sua vita e che le ha permesso di vincere il “Premio Cimitile” qualche tempo fa per la sua originalità e per la capacità di mettere insieme e con grande competenza e chiarezza tante tematiche. Anche nel nuovo libro sono presenti questi elementi: dalla teoria degli universi partecipativi alla creazione di una macchina del tempo passando per la figura del maestro-guida, una borsa che cade dal cielo, la concezione di Dio come coscienza, gli infiniti ed intreccati percorsi della vita e l’idea evolutiva della morte vista non come la fine di ogni cosa, ma un passaggio ad un livello successivo. Nelle edizioni passate del progetto sono stati presenti scrittori emergenti come Giuseppe Barra, Roberta Niglio, Luca Guardabascio, Vincenzo Benvenuto e Enrico Macioci, mentre a maggio la kermesse proseguirà agganciandosi all’iniziativa “Il maggio dei libri”, dedita appunto alla promozione della letteratura. “E’ stato un bellissimo viaggio” la chiosa di Mariavita Della Monica “siamo partiti il 22 febbraio convinti che la lettura sia lo strumento necessario per la crescita di una città e della società. In modo quasi provocatorio abbiamo presentato le opere in punti insoliti della città, sviluppando i nostri concetti in palestra o in un supermercato. Tante persone ci hanno seguito, qualcuno è diventato abituale compagno di viaggio e l’avventura è stata fatta con il popolo. E’ questo il successo più importante”. Da Eboli, dunque, l’ennesimo segnale di vicinanza al mondo dei giovani in nome della cultura. E certo un esempio come quello di Giulia, professionista di altissimo spessore apprezzata in vari ambiti, potrà far fare un ulteriore salto di qualità.
Gaetano Ferraiuolo
