"Ricordare Angelo Vassallo è un modo per esprimere un sostegno forte e incondizionato all'impegno di questi amministratori, ogni giorno in prima linea a servizio della collettività. Per portare avanti il progetto di un Paese più libero, sostenibile, giusto". A dirlo è Roberto Fico, presidente della Camera, che ha inviato una lettera al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, inin occasione dell'iniziativa promossa da Comune e Anci, in memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso nel settembre del 2010 con sette colpi di pistola.
"Nel 2017, secondo l'associazione Avviso pubblico, sono stati oltre 500 gli atti intimidatori nei confronti di amministratori locali - evidenzia - Il 69% di questi si concentra nel sud, mentre la Campania è la regione più colpita con 86 casi. Angelo Vassallo era per tutti il sindaco pescatore.
Ho sempre pensato che questa fosse una definizione molto bella per chi ha plasmato il suo impegno in difesa del proprio territorio, lasciandosi guidare con semplicità e un sentimento di amore sincero per il mare e la propria terra". Sull'omicidio Vassallo è tornato a parlare anche Federico Cafiero De Raho, procuratore capo della Direzione nazionale antimafia.
Sulle indagini ha precisato: “Dal 2010 non si è ancora arrivati all'identificazione dei responsabili, ma è anche vero che dal 2010 le indagini sono proseguite. Di fronte a determinati crimini non c'è mai la parola fine - ha precisato Raho - fino a che non si arriva all'identificazione degli autori. Otto anni di omertà ma le indagini non si sono fermate di fronte a questa omertà. È vero che ogni qualvolta ci siano fatti di questo tipo è come se si fermasse quel percorso di legalità che avvertiamo soprattutto in regioni a più alta densità mafiosa, ma è vero che ancora una volta si sta andando avanti e sono convinto che in questa, come in altre indagini, si arriverà a identificare i responsabili”.
Sara Botte
