I dischetti di plastica che hanno invaso le spiagge di mezza Italia diventeranno degli oggetti di design. E' l'idea di Laura Rovida, 39enne, designer tessile artigiana. Ad ispirarla una passeggiata sulla battigia a Capalbio. Anche qui sono migliaia i pezzi di plastica che si sono depositati sul litorale in seguito all'incidente di un impianto di depurazione nei pressi del fiume Sele che li ha fatti finire in mare, spinti dalle correnti dalla Campania fino alla Toscana.
Un'idea dunque eco sostenibe. “Raccoglieteli e io li trasformerò in spille, ricamate in seta ecologica, con stilizzato un fenicottero o un gabbiano” ha detto la designer. Le spilline verranno vendute e il 20 per cento del ricavato sosterrà un progetto di conservazione delle spiagge in collaborazione con le Oasi Wwf della Maremma. A darne notizia il quotidiano Il Tirreno.
Un progetto quindi che se da un lato aiuterà una piccola artigiana sarà di supporto anche per le Oasi di Burano e di Orbetello. I dischetti di plastica, finiti sulle coste italiane sono milioni, un vero e proprio disastro ecologico che per giorni è stato un mistero. Solo grazie al lavoro delle strutture centrali e periferiche del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera si è riusciti a risalire all'origine della presenza di questi filtri sulle coste.
Dalle ulteriori verifiche sul depuratore sospetto, il personale della Guardia Costiera ha potuto accertare la fuoriuscita dei filtri che, a causa di un cedimento strutturale di una vasca dell'impianto, si sono riversati nel fiume Sele per poi confluire nel Mar Tirreno, dove, per effetto delle correnti, si sono distribuiti lungo le coste fino a raggiungere il litorale meridionale della Toscana.
Una volta assodata la natura di "filtri a biomassa adesa", utilizzati per la depurazione delle acque reflue – come ha spiegato la Guardia Costiera - gli accertamenti dei militari, svolti in modo capillare sul territorio interessato, si sono orientati verso la conferma della principale ipotesi investigativa, ovvero che questi materiali fossero stati rilasciati da impianti di trattamento dei reflui.
S.B.
