Gli immigrati non arrivano più. O quasi. Emergenza finita?

Sono sbarcati in 9mila dall'inizio dell'anno. Meno 87 per cento rispetto all'anno scorso.

Un calo che potrebbe servire ad affrontare la questione in modo razionale, senza alimentare paura e senza furori da campagna elettorale. Ma non andrà così...

di Luciano Trapanese

Si è tanto urlato all'invasione degli immigrati, a una emergenza senza fine, epocale, irrisolvibile. Qualcuno – più di uno – ci ha costruito sopra una campagna elettorale. E' stata alimentata la paura di tanti italiani. Eppure, gli ultimi dati, quelli riferiti ai primi quattro mesi dell'anno, indicano in modo chiaro, evidente, senza possibilità di smentita, che gli immigrati in Italia non sbarcano più. O quasi.

Da gennaio a oggi ne sono sbarcati 9mila 871(6mila 731 arrivano dalla Libia). Lo scorso anno, nello stesso periodo, erano stati 44mila 238 e l'anno precedente 32mila 215.

E quindi, -84,21 per cento rispetto allo scorso anno e -78,44 per cento rispetto al 2016.

Un calo drastico, mai così evidente. Febbraio e Marzo sono stati mesi quasi senza sbarchi (rispettivamente 1063 e 1049 immigrati). Nello stesso periodo del 2017 in quei due mesi sono sbarcati complessivamente quasi 20mila persone). Ma i dati sono molto bassi anche ad aprile (mese che è stato caratterizzato dal bel tempo), e anche a maggio il trend sta seguendo lo stesso ritmo.

La nazione da dove proviene il maggior numero di immigrati arrivati quest'anno è la Tunisia (1930), poi l'Eritrea (1838), la Nigeria (695), il Sudan (537), la Costa d'Avorio (526), il Pakistan (446), il Mali (417), la Guinea (405), l'Algeria (316) e il Senegal (280). I minori sono stati 1476.

Di certo ha inciso l'accordo stretto tra il governo italiano e le fazioni che dividono il territorio libico dopo la caduta di Gheddafi.

Difficile affermare che la situazione si sia risolta o che il netto calo coincida anche con la diminuzione dei movimenti migratori dall'Africa verso l'Europa. Anche perché le ragioni che hanno innescato quella emigrazione di massa (guerre, carestie, miseria), sono tutte lì.

Ma il calo degli sbarchi, una gestione degli arrivi non più in perenne emergenza, dovrebbero consentire di affrontare la questione migranti al netto di esasperazione e con fredda lucidità. Fare una analisi sui cinque milioni di stranieri regolari che vivono spesso da decenni nel nostro Paese. Rimodulare in modo diverso l'accoglienza. E avere una voce concreta, credibile e vera nei confronti dell'Unione Europea, senza esibirci nel consueto e inutile pianto greco.