Scuola negata ai poveri: la Campania è maglia nera

I dati preoccupanti: ai figli di famiglie disagiate poche chance di riscatto. E sono tanti...

Lo studio di Save the Children in tutta Italia. La nostra regione ultima in quasi tutti i settori. Molti ragazzi non hanno i requisiti minimi di matematica e italiano. E 7 su 10 non hanno mai letto un libro. La forbice si allarga rispetto al Nord.

di elleti

Salvate i bambini campani. Se una buona percentuale di piccoli italiani non se la passa bene, quelli della nostra regione stanno sicuramente peggio. E non viene data loro la possibilità di riscattarsi, di uscire dal disagio, di costruirsi una vita diversa, fuori dal ghetto, economico o ambientale.

La Campania – nei dati forniti da Save the Children – ha il più alto tasso di povertà educativa. Come al solito siamo leader nelle classifiche peggiori. Sette giovani su dieci non hanno mai letto un libro o fatto sport. Tre su dieci non usano internet e due su dieci abbandonano la scuola dell'obbligo. Cifre preoccupanti. Sommatele ai dati Istat sul futuro di questa regione (desertificazione, spopolamento e grave invecchiamento), il quadro che ne viene fuori è drammatico. Per il presente, certo. Ma soprattutto per quello che sarà.

Per i ragazzi che vivono in famiglie disagiate le probabilità di non superare un livello minimo di preparazione sia in matematica, sia in italiano aumenta di cinque volte rispetto ai coetanei che vivono in famiglie più benestanti. Come dire: ignoranti e poveri siete, ignoranti e poveri resterete.

In Campania -  come detto - il dato peggiore (subito dopo Calabria e Sicilia). Solo il 17 per cento dei ragazzi “disagiati” riesce a superare ostacoli e difficoltà e acquisire conoscenze minime nelle materie più importanti.

Il 18 per cento dei giovani campani abbandona la scuola dell'obbligo. E solo uno su dieci frequenta l'asilo nido (che nella nostra regione sono merce rara). Il 66 per cento degli alunni non usufruisce della mensa a scuola. In sette classi su dieci non c'è il tempo pieno. E poi si parla di riforme...

Sono due i livelli di povertà a incidere in maniera quasi decisiva sul futuro dei bambini. Quella assoluta, che coinvolge 669mila famiglie con minori in Italia: possono spendere 40 euro per la cultura e 7 per l'istruzione. I bambini costretti a vivere questa situazione sono quasi un milione e 300mila . Rappresentano il 12,5 per cento dei minori e sono aumentati negli ultimi anni del 14 per cento.

Quella che è peggiorata in modo ancora più drammatico è la povertà relativa, il dato è cresciuto molto in questi anni, colpa anche della crisi economica. In Campania tocca quasi il 28 per cento dei ragazzi. In questo caso la forbice tra Nord e Sud si dilata tanto e mette in evidenza le differenze sostanziali tra queste due zone del Paese. Differenze destinate ad aumentare ancora.

L'offerta educativa, il tipo di scuola, il rapporto con docenti e istituzioni ha un peso notevole sul futuro dei giovani. E infatti, in Italia, i minori di 15 anni che appartengono alle famiglie più disagiate, ma che hanno frequentato le scuole per l'infanzia, hanno il 39 per cento di probabilità in più rispetto agli altri, di raggiungere livelli di conoscenza in matematica e italiano, basi per favorire l'apprendimento in tutta la vita. Stessa cosa – con una percentuale ancora più alta – per quei ragazzi di famiglie in difficoltà che hanno avuto la fortuna di frequentare scuole dove non si registrano problemi disciplinari e la relazione tra insegnanti e studenti è positiva.

Nel maggio del 2014 Save the Children ha attivato in tutta Italia la campagna “Illuminiamo il futuro”, creando 23 “punti luce” nei quartieri più svantaggiati. L'obiettivo: offrire opportunità educative e formative a ragazzi tra i sei e i 17 anni. Quattro di questi “punti” sono in Campania. Tre a Napoli: Barra, Chiaiano e Sanità. E uno a Casal di Principe. In tre anni sono stati seguiti duemila e ottocento bambini, che hanno partecipato alle diverse attività: sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie. Negli spazi, coinvolgendo anche i genitori, sono state offerte consulenze, legali, psicologiche e pediatriche.

La campagna “Illuminiamo il futuro” lancia oggi una petizione on line - disponibile su www.illuminiamoilfuturo.it -, per chiedere che gli spazi abbandonati vengano restituiti ai bambini e siano dedicati ad attività sportive, educative e culturali gratuite. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag  #italiavietatAiminori, è associata ai 10 luoghi vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi sottratti ai minori nel nostro Paese.