Ha ribadito di non essere sessista, dicendo ovvietà in “cabina rossa” dalla D'Urso, ma in ogni caso Sergio Vessicchio, il telecronista di Agropoli salito alla ribalta delle cronache per aver definito “uno schifo e una vergogna” la presenza di un guardalinee donna, nel programma è riuscito di nuovo a finire al centro delle polemiche.
Già da subito si è partiti con uno scontro, ovviamente su basi altissime, con Lory Del Santo...
Vessicchio ha chiesto scusa all'assistente e poi ha spiegato, ha tentato di spiegare non sempre riuscendovi, che quelle offese (si presume, da quel che si è capito) erano dettate da nervosismo.
Un'altra ospite, in dialetto barese, ha provato a prendere le difese di Vessicchio, anche in questo caso però il nostro è un assunto basato sulla presunzione, vista la difficoltà nel decifrare ciò che è stato detto, pare comunque: “I problemi delle donne sono altri”.
Vessicchio ha tentato di buttarla sul sociale, con un'arrampicata cacofonica sugli specchi: “Ho perso la calma e offeso l'assistente perché poco prima avevano detto che l'ospedale di Agropoli non avrebbe riaperto”... il “cosa c'entra?” lo ha aggiunto la D'Urso.
Si va avanti col solito scontro tra titani del pensiero Vessicchio – Del Santo, con lui che aggiunge chicche varie e naturalmente completamente “ad minchiam” per citare il compianto Franco Scoglio. “Sei sessita” gli dicono “A Trentinara in provincia di Salerno lavora il 70 per cento delle donne” risponde...
Perle su perle “Amo le donne perché danno la vita”, scontri e urla con le ospiti, con Vessicchio che rivendica il ruolo di “spiattellatore di verità”, verità supposte si suppone, battibeccando con Caterina Collovati, con la ragazza che parla barese e con l'italiano, naturalmente.
Si va avanti così, per oltre venti minuti, eterni, purtroppo.
