Oggi si celebra la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel 2019, sono già quasi 200 i morti sul lavoro: operai che precipitano dai cantieri, schiacciati dai rulli delle presse, folgorati da scariche elettriche. Una strage infinita che non accenna a fermarsi.
Il settore edile rimane ovviamente, nell’ambito del macrosettore Industria e servizi, quello più “a rischio” con 47 incidenti mortali nel biennio 2017-2018.
Tuttavia, dai dati emerge anche che è al Sud che si registra la maggiore incidenza degli infortuni sul lavoro con esito mortale, “probabilmente”, scrivono i Consulenti del Lavoro, “per la scarsa attenzione alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e per la maggiore concentrazione delle occasioni di lavoro nei settori a rischio (agricoltura e costruzioni)”.
“La Campania in questo contesto, è purtroppo tra le aree maggiormente a rischio in Italia e sulle quali urge quindi potenziare gli sforzi per garantire migliore sicurezza nei luoghi di lavoro, e sui cantieri in modo particolare.
Gli infortuni con esito mortale, infatti, sono sensibilmente superiori alla media nazionale in quasi tutte le province: fa eccezione la sola Benevento, che nel biennio 2017-2018 ha registrato 0,97 casi di incidenti mortali su mille denunciati (la media nazionale si assesta a 1,41). A Caserta il medesimo dato si attesta a 4,39, oltre tre volte la media nazionale: la Terra di lavoro, si attesa al quarto posto in questa graduatoria nazionale. Salerno, quattordicesima, registra 2,84 casi mortali su mille denunce, più del doppio del dato nazionale; Napoli 2,68, Avellino 2,62.
È dunque evidente che occorre potenziare gli sforzi , con azioni più efficaci e incisive, sul fronte della prevenzione ma anche su quello della formazione. La sicurezza sul lavoro rimane, purtroppo, una scommessa da vincere soprattutto al Sud, ed in Campania in modo particolare.
Con l’ultima manovra finanziaria il Governo ha tagliato del 32% le tariffe Inail: un segnale sicuramente importante, perché riduce il cuneo fiscale sulle imprese senza andare a discapito della sicurezza. Ma tutti i sindacati sono concordi nel ritenere che occorrono anche azioni più incisive ed incentivi più pesanti che rendano sempre più conveniente la strada della sicurezza e della prevenzione.
«La Campania – dice Enzo Maio, segretario generale Fillea Cgil Campania - continua a dare un contributo di sangue non indifferente e non più sostenibile per un Paese che vanta di definirsi democratico, civile e sviluppato. In questi primi 100 giorni del 2019 si sfiora la pazzesca cifra dei 200 morti sui luoghi di lavoro. Una scia di sangue interminabile accompagnata dal silenzio delle istituzioni e dei media, oltre che dalla indifferenza della società civile. Cosa deve succedere ancora in questo Paese, - conclude Maio - affinché la vita di un lavoratore possa essere considerata un valore, umano innanzitutto, anziché una merce, uno strumento di illecito arricchimento?»
Le mlattie professionali. Il Nord ha un tasso maggiore di malattie professionali tumorali ma la patria dell'Ilva spicca per il numero assoluto di malattie cancerogene. La maglia nera", specificano infatti i Consulenti, "per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all'attività lavorativa spetta a Taranto, seguita da Torino, Napoli, Milano, Genova e Venezia.
Infine gli incidenti "in itinere", ovvero nel tragitto tra casa e luogo di lavoro o viceversa, sono più rischiosi (3,4 su mille mortali). E l'uso di mezzi di trasporto è strettamente connesso ai decessi sul lavoro, tanto che tra gli incidenti di questa tipologia la ricorrenza di casi mortali sale oltre 11 ogni mille.
