Al via con il progetto di recupero dei detenuti del penitenziario di Salerno, con l'ausilio dei cani provenienti dal canile. Fissata per mercoledì 25 settembre la conferenza stampa di presentazione presso la sala convegni della casa circondariale di Fuorni. Saranno presenti: il direttore della Casa Circondariale di Salerno, dott.ssa Rita Romano, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per la Regione Campania, Prof Samuele Ciambriello, e il direttore dell’equipe multidisciplinare dipendenze della UO Tutela Salute Adulti e Minori della ASL Salerno, dott Antonio Maria Pagano.
Il programma riabilitativo attraverso interventi assistiti con gli animali (IAA), è diretto a detenuti che soffrono di tossicodipendenza, e si prefigge due obiettivi:
1. L’educazione assistita con animali per i detenuti della Casa Circondariale di Salerno, persone a rischio di esclusione sociale.
2. La sensibilizzazione sul fenomeno del randagismo. I cani verranno, infatti, selezionati in strutture che ospitano randagi, tra cui i canili di Salerno, con l’intento di educarli.
Saranno, quindi, i detenuti stessi a dover formare, in un percorso di educazione di base, i cani che prenderanno parte al progetto. Il trial mira ad aumentare i livelli di autostima e autoefficacia dei detenuti, che impareranno così anche tecniche di base per una corretta interazione sociale.
Attraverso tale progetto ci si augura anche di poter aumentare le possibilità di adozione dei cani all’interno di un ambiente familiare. Principio ispiratore di questa esperienza socio-riabilitativa è la considerazione che la presenza di un animale domestico all’interno di una prigione o di un istituto di correzione può giocare un ruolo molto importante. In un simile contesto, infatti, la solitudine, la depressione, l’assenza di autostima prendono il sopravvento e causano difficoltà anche nel momento del reinserimento nella società. L'introduzione di animali in queste realtà si mostra efficace proprio in virtù di meccanismi che tendono a riequilibrare tale situazione: occupano i soggetti, favoriscono le interazioni tra le persone, facilitano il dialogo e la collaborazione, donano affetto e restituiscono fiducia in se stessi nonché possono trasmettere alla società una immagine più positiva del detenuto. Negli ultimi anni tali misure d'intervento sociale e riabilitativo sono andate sempre più affermandosi, rivelando la loro validità nel recupero di persone a rischio di esclusione sociale.
Il progetto costituisce il seguito del percorso realizzato nel penitenziario di Eboli nel 2018, vincitore del primo premio nazionale “Persona e Comunità” sull’inserimento sociale, e prevede un attento monitoraggio ed una valutazione dell’efficacia, attraverso strumenti validati e standardizzati, sia sui fruitori sia sui cani che parteciperanno.
L’iniziativa sarà presentata al convegno “Carceri e Animali. Il Modello Italiano” organizzato dall’istituto zooprofilattico sperimentale di Padova il 4 ottobre 2019. Il progetto nasce dalla collaborazione tra direzione del penitenziario, Asl Salerno – equipe multidisciplinare dipendenze della unità operativa tutela salute adulti e minori area penale, cooperativa Dog Park, comune di Salerno, facoltà di veterinaria dell’università “Federico II” di Napoli e dell’università di Bari.
