Artistico, gli studenti difendono la preside Andreola

“Le buste alle finestre? Non sono il primo dei problemi”

"È un danno che risale a prima dell’estate. Il nostro edificio non sta messo peggio di tanti altri. Non c’è più l’acqua nei bagni e la muffa è stata tolta" ci raccontano gli studenti

Salerno.  

“Il nostro istituto funziona bene. In questi giorni hanno testimoniato alcune cose che sono vere, come calcinacci caduti, finestre non ancora riparate. Tutti piccoli problemi che c'erano e che, attualmente, in parte, sono stati aggiustati”, raccontano alcuni studenti del liceo artistico Sabatini-Menna.

“Il nostro è un istituto antico che ha un valore storico, è resistito al terremoto degli anni 80, ha ospitato le famiglie che non avevano più una casa ed ora ospita noi. Ci sono imperfezioni, come in tutti gli istituti, c’è ancora la finestra chiusa con una busta ma la Preside ci ha garantito che ha chiesto un impegno alla Provincia per far sì che venga aggiustata. È un danno che risale a prima dell’estate. Il nostro edificio non sta messo peggio di tanti altri. Non c’è più l’acqua nei bagni e la muffa è stata tolta, la parete pittata”.

Gli studenti del Sabatini-Menna di Salerno non hanno reagito nel migliore dei modi dinanzi all’evidenza. L’istituto rientra nei 139 altri plessi di tutta la provincia salernitana che, in un modo o nell’altro, avrebbe bisogno di una continua manutenzione. Interventi che richiedono investimenti che la Provincia di Salerno non è sempre in grado di poter gestire, anche a causa del solo sostegno economico da parte della Regione Campania.

Il prossimo 9 novembre si svolgerà su tutto il territorio nazionale uno sciopero degli studenti per manifestare contro le leggi sicurezza. Nell’immediato, a seguito del nostro interessamento su quanto accade nei licei e istituti salernitani, solo il Comune di Nocera Inferiore sembra essersi mosso per risolvere e provvedere alla rimozione dell’amianto.

A Salerno, invece, nel caso specifico de Sabatini-Menna, si sta cercando di risolvere l’irrisolvibile, di mettere “buste” per chiudere e nascondere quelli che sono i problemi. Gli studenti sono i primi a voler riportare in alto il nome della propria scuola, difendendone la gestione e soprattutto la valenza storica.