Stefano "scende giù" da Milano: Non fuggo, sto tornando a casa

“Basta con stereotipi e titoli apocalittici, non c'è nessun esodo dal Nord. Rientro in sicurezza"

stefano scende giu da milano non fuggo sto tornando a casa
Salerno.  

Nessun grande esodo o fuga dal nord, Stefano Maiolica ha semplicemente deciso di tornare a casa per il Natale, e come lui anche i tanti altri studenti e lavoratori fuori sede che, in prossimità delle feste, attendono con ansia di riabbracciare le proprie famiglie. Ma c'è un ma, grande quanto il meridione, ed è il bagaglio di stereotipi che un “terrone” deve mettere in valigia quando decide di “tornare giù” per le feste, acuiti al tempo del Covid-19. Il creator salernitano ideatore del blog “Un terrone a Milano”, che solo un anno fa con il suo bus “Attraversatam” aveva dato ad 82 persone la possibilità di trascorrere il natale con la propria famiglia, in un momento in cui comprare un biglietto aereo o del treno era una spesa, per molti, proibitiva; questa volta non ha un'iniziativa da raccontare ma una denuncia da fare.

Gli articoli che in questi giorni stanno uscendo sulle più grandi testate giornalistiche italiane sono pieni zeppi di stereotipi e razzismo nei confronti dei meridionali” Scrive a chiare lettere sulla sua pagina social. "La grande fuga" partiamo dal classico titolo apocalittico (stile film di Spielberg) per generare nel lettore un senso immediato di pericolo e ansia. Ma il termine "fuga" non ha alcun senso in questo contesto dato che nessuno sta scappando, la legge prevede il rientro fino al 21 dicembre.” Continua la sua analisi mettendo poi alla berlina tutta una serie di stereotipi e concezioni ritrovate sui giornali. C'è chi parla di “terroni mammoni del brindisi”, di scuse create ad hoc da poter scrivere sulle autocertificazioni per il rientro anche oltre il 21.

Andate a cercare gli articoli sui migliaia di lombardi, veneti, piemontesi che dall'estero stanno rientrano a casa per passare il loro Natale. Mostratemi in che modo si parla dei migliaia di fuori sede non meridionali che stanno rientrando nelle proprie città. Non troverete nulla, perché semplicemente non sono meridionali” Il suo commento. A pesare sono proprio quell'insieme di etichette e stereotipi, quella “differenza di trattamento” che generalizza un'intera categoria e non tiene conto di sacrifici e situazioni specifiche. “Un puntare il dito senza conoscere. Noi meridionali dobbiamo ancora una volta dimostrare di essere quelli attenti e scrupolosi per scrollarci di dosso l'etichetta di criminali, quando poi in giro se ne vedono di ogni.

Il tanto atteso rientro a casa di Stefano avverrà il 18 dicembre, non prima però, si essersi sottoposto a un tampone di controllo. “Sono fortunato perché oggi posso permettermi di vivere un Natale con la mia famiglia, in sicurezza. Ma quante persone non possono? Mi domando perché invece di parlare di "Esodo" dei fuori sede e demonizzarci come se fossimo una mandria di appestati che scappano nelle stazioni, non si parli di come per l'ennesima volta il nostro rientro non sia stato gestito. La possibilità di fare dei tamponi gratuiti o comunque a un prezzo più accessibile avrebbe fatto la differenza per molti.” Spiega il giovane salernitano.

La gente vuole tornare in sicurezza! Ma la sicurezza è un lusso, prendersi cura dei propri cari è un lusso, il Natale è un lusso. E non tutti se lo possono permettere. Non ci sarà nessun "esodo" questo Natale, anzi, per molti di noi non ci sarà alcun Natale. Questa è la verità!” La sua amara conclusione.