Consiglio comunale su Piazza Alario: lettera al Prefetto

Undici consiglieri hanno richiesto l'intervento di Francesco Russo

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Salerno.  

Non si ferma la questione legata ai lavori di Piazza Alario. Dopo il rifiuto da parte del sindaco, Vincenzo Napoli, alla convocazione di un consiglio comunale per discutere delle operazioni, ben undici consiglieri comunali hanno deciso di scrivere e chiamare in causa il Prefetto, Francesco Russo. 

Lo scorso 1 dicembre, infatti, i consiglieri hanno scritto e notificato al Presidente del Consiglio di Salerno, al sindaco e al segretario generale dell'Ente, un'istanza di convocazione del consiglio per discutere dell'intervento di risistemazione di Piazza Alario. Nei giorni scorsi, il primo cittadino ha risposto agli unidici consiglieri, dichiarando che l'istanza non può essere accolta in quanto "l'argomento non rientra nelle materie attribuite alla competenza del Consiglio Comunale". 

A distanza di alcuni giorni, infatti, i consiglieri non si sono fermati ma hanno chiamato in causa il Prefetto per chiedere di convocare il consiglio comunale e discutere dei lavori in piazza Alario. 

"Si chiede, di voler attivare nell'immediato e d'autorità i poteri sostitutivi che la normativa vigente attribuisce ai Prefetti, ponendo così rimedio al pregiudizio delle attribuzioni di legge riconosciuti ai consiglieri comunali". Si legge della lettera inviata a Russo. 

“La querelle politica sui lavori di Piazza Alario sta mostrando la vera faccia dell’amministrazione comunale salernitana: il rifiuto del sindaco e del Presidente del Consiglio comunale di Salerno a indire un Consiglio Comunale monotematico, forse svela nostalgie sovietiche mai sopite negli animi della maggioranza di centrosinistra”. Hanno dichiarato in una nota congiunta il responsabile cittadino di Gioventù Nazionale Davide Dianese e il dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, Paolo Caroccia.

“Com’è noto i lavori della piazza hanno suscitato malumori e molti dubbi sia tra i consiglieri comunali e sia tra i cittadini salernitani: il restyling voluto dall’amministrazione pubblica, infatti, va a stravolgere la vocazione della piazza stessa. Pertanto era opportuno aprire un dibattito serio e costruttivo all’interno dell’assise cittadina in modo da trovare una soluzione giusta e di mediazione. Purtroppo, invece, siamo alle solite: i deluchiani, allergici alla democrazia, mortificano i luoghi deputati al confronto poiché, forse, incapaci di tenerlo.Qualcuno, però, avvisi il sindaco che siamo una città italiana e non del Venezuela: il confronto è parte attiva nel dibattito politico”.