Tra i punti all'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale del 2020, c'è anche la questione lagata ai lavori di riqualificazione della storia Piazza Alario. Una delegazione del comitato "Salviamo Piazza Alario", si è recata ai piedi di Palazzo di Città, per manifestare contro i lavori.
Il Consiglio Comunale di Salerno è convocato per una seduta molto delicata in cui si discuterà dell’approvazione del Bilancio e, come ultimo punto all’ordine del giorno, anche della situazione di Piazza Alario che tanto ha fatto discutere in questi ultimi anni.
Il Comitato, ha inviato anche una nota in cui chiarisce la sua posizione in merito: "Per la prima volta da molti anni, il Consiglio si presenta a questo appuntamento diviso in più parti, con una grave crisi di fiducia all’interno della compagine che amministra la Città che pure vanta, stando ai numeri, una maggioranza che non ammette indecisioni. Cosa è successo?
Forse siamo ad un punto di svolta, forse qualcuno, tra i 32 consiglieri, si è accorto di come un’Istituzione, eletta dalla nostra comunità, sia stata usata in questi anni per assecondare un piano di sviluppo monodirezionale, centrato esclusivamente sull’espansione delle opere edili a discapito del verde, a spese dell’identità dei luoghi e dell’abbandono del Centro Storico, sulla mancanza di manutenzione per far largo a nuove costruzioni, sulla voracità del centro a spese delle periferie e del paesaggio originale.
Tutto ciò ha determinato una iperattività edificatoria che ha portato denaro nelle tasche di pochi imprenditori e non ha generato neppure un posto di lavoro nel commercio, nell’artigianato, nell’industria e, in compenso, ha fatto fuggire i nostri giovani e allontanato ancora di più (se ancora fosse possibile) l’Università dalla Città, mentre i nostri sindaci vantavano come sviluppo il Crescent e le Luci d’Artista, le costruzioni del Belvedere di Giovi e i colossi sulle colline di Brignano e di Fratte, il cui impatto è stato disastroso.
Si poteva fare di peggio? E’ quello che domani si chiederanno i Consiglieri che saranno invitati a confermare un buco di quasi 600 milioni di euro che si è accumulato in 27 anni di gestione monocolore e che rimarrà come un fardello sulle spalle delle future generazioni di salernitani.
Davanti a tutto questo, la nostra battaglia per difendere, a 4 anni, un angolo antico della città, Piazza Alario appunto, assume un valore profetico.
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: questa vicenda non doveva finire all’ordine del giorno di un Consiglio Comunale, ma essere risolta con un sereno confronto tra il Comune e il Comitato dei residenti che rappresenta le istanze della comunità locale.
Se siamo arrivati a questo punto è perché i nostri Amministratori hanno peccato di presunzione e autoritarismo e oggi pretendono una fiducia incondizionata che non possono più avere. Chiedono fiducia ai Consiglieri e promettono “andrà tutto bene” ai residenti di Piazza Alario. Ma nessuno è disposto a firmare una cambiale in bianco a questi signori.
Per noi, il confronto democratico e civile resta l’unica via d’uscita da questa assurda situazione, per evitare altri pasticci che ci costringeranno ad opporci a nuovi errori. Abbiamo già misurato le capacità di questa Giunta e abbiamo capito molto bene che non è più il caso di fidarci a scatola chiusa. I disastri sono sotto gli occhi di tutti, i cantieri fermi sono il cimitero di un modello di sviluppo senza idee, il bilancio è lo specchio di un fallimento totale, gli emigrati aumentano ogni giorno come i dati dell’epidemia.
Per favore, signor Sindaco, lasci perdere i monologhi solitari e si apra a confronti civili. Noi siamo ancora qui che aspettiamo di incontrarla e spiegarle che non facciamo “baruffe chiozzotte”, al contrario, poniamo domande molto serie a cui non sono state date risposte, ma generiche rassicurazioni. Noi ci fidiamo solo dei confronti, non dei proclami a porte chiuse".
