“Fuck the police”. “Cerco ragazzo omosessuale per sesso estremo”. E ancora, “ coppia affiatata vuole amico di letto caldo e prestante”. Queste alcuni dei messaggi apparsi sui muri dei bagni della stazione ferroviaria di Salerno. Entrare in quelle toilette, significa calarsi un piccolo ostello di degrado e inciviltà. Ci arriviamo salendo al secondo piano della stazione. Mentre il trambusto prodotto dal treno e lo scalpiccio dei passi si allontanano, entriamo.
Sulla soglia ci accoglie un lago di sporcizia, acqua e pedate. Sui pavimenti, sono sparsi cicche di sigarette e residui di cenere. Tutt’intorno fanno da cornice le pareti imbrattate di graffiti: quello che colpisce la nostra attenzione si trova sulla parte alta del muro di fianco ai lavandini, recita a lettere cubitali FUCK THE POLICE. Entrando nei bagni veri e propri la situazione peggiora ulteriormente. Nella prima toilette le mattonelle sulle pareti sono state usate come un cruciverba. Le frasi più gettonate hanno come argomento il sesso in “tutte le sue declinazioni” e ci sono caterve di numeri telefonici corredati di brevi didascalie: c’è chi si propone elogiando le proprie peculiarità fisiche, chi è più romantico ed esalta la propria dolcezza e chi cerca un lavoro, mettendo in evidenza l’economicità e le qualità dei propri servizi.
Nella seconda toilette, la situazione è ancora peggiore, un penetrante fetore di orina e feci fa da degna anticamera allo spettacolo che ci accoglie: il porta carta igienica divelto, le scritte sui muri di tenore simili a quelle precedenti e sul soffitto un buco che permette di seguire il percorso delle tubature mostrando la parte superiore degli scarichi. Gli audaci graffitari sono arrivati fin lassù imbrattandoli con la grande scritta nera che recita SOUKA.
Mentre ci voltiamo per andar via ne approfittiamo per scambiare qualche parola con un addetto ai lavori: «Lì dentro è inutile pulire. Gli autori di quello scempio sono degli animali e cercare di interagire con loro, spesso, si rivela impossibile. Credo che, una volta individuati, bisognerebbe dare a questi incivili qualche ceffone. Le sanzioni sono inutili, tanto ci sono i genitori che le pagano. E, così, siamo costretti ad accettare anche uno schifo come quello lì».
Andrea Fantucchio
