Aeroporto promosso dal piano nazionale

Lo scalo di Salerno resta di interesse internazionale, evitando il declassamento

Salerno.  

Nuovo via libera da Roma per lo sviluppo atteso da oltre un ventennio dell’aeroporto “Costa d’Amalfi e del Cilento” che è stato inserito nel Piano nazionale per gli aeroporti a conferma di quanto già stabilito nel 2014: a prevederlo è l’ultima versione, emendata anche in base al parere della Commissione Lavori pubblici del Senato. L’aeroporto di Salerno, in Campania insieme a quello di Napoli, è compreso tra i trentotto su cui il Governo intende puntare, e quindi investire, per lo sviluppo della filiera con ricadute positive sui territori di riferimento. 

Agli aeroporti di interesse nazionale sono richiesti un ruolo ben definito all’interno del proprio bacino, il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario e adeguati indici di solvibilità patrimoniale. Insomma la società di gestione del “Costa d’Amalfi e del Cilento” dovrà provvedere in autonomia alle attività e garantire un programma di attività in grado di essere competitivo sui mercati. Anche per questo risulta, più che in passato, fondamentale la ricapitalizzazione della Società di gestione “Aeroporto di Salerno” che al momento, dopo l’assemblea della scorsa settimana, ancora non è stata portata a termine per quanto necessario alle attività (anche se l’aumento di capitale, portato a poco più di un milione di euro,  rappresenta una boccata d’ossigeno per i circa 50 dipendenti e consente di continuare le attività dello scalo salernitano) in attesa che la Regione Campania, in quella sede rappresentata dal consigliere Luca Cascone, decida se effettivamente essere socio con tanto di erogazione dei fondi necessari allo sviluppo dello scalo salernitano. Aeroporto “Costa d’Amalfi e del Cilento” che resta in attesa anche dell’ottenimento della concessione nazionale per l’attività la quale determinerebbe pure lo sblocco dei 40 milioni di euro previsti dal Governo nel decreto “SbloccaItalia” da utilizzare per l’allungamento della pista ritenuto fondamentale al fine di attrarre investimenti pure di privati. 

Con l’inserimento di ieri nel Piano nazionale l’aeroporto salernitano “Costa d’Amalfi e del Cilento” evita così anche il declassamento: gli scali non di interesse nazionale, quindi solo regionali o locali appartenenti al demanio civile statale, di fatto saranno trasferiti, in base ai principi del cosiddetto federalismo demaniale, alle Regioni. Ora il prossimo, importante appuntamento per l’aeroporto salernitano “Costa d’Amalfi e del Cilento” è previsto per lunedì prossimo, 3 agosto, in occasione  dell’assemblea dalla società di gestione presieduta da Antonio Ilardi da settimane in attesa che giunga da Roma la concessione ventennale per la gestione dello scalo che dopo la sua apertura non ha mai “spiccato il volo”.

Il Piano nazionale per gli aeroporti è stato approntato dall’Enac per la prima volta nel 2013 e più volte aggiornato: da ieri quelli di interesse nazionale sono 39 e ripartiti in 10 bacini. Per il nord-ovest gli aeroporti sono sette: Milano Malpensa, Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo. Quattro per l’area del nord-est: Venezia, Verona, Treviso, Trieste. Per il centro-nord sono sei: Bologna, Pisa, Firenze, Rimini, Parma, Ancona. Per il centro quattro scali inseriti: Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Perugia, Pescara. In Campania, oltre il “Costa d’Amalfi e del Cilento”, c’è anche lo scalo napoletano di Capodichino. Nel Mediterraneo Adriatico tre: Bari, Brindisi, Taranto. In Calabria tre: Lamezia, Reggio Calabria, Crotone. In Sicilia orientale due: Catania e Comiso. In Sicilia occidentale quattro: Palermo, Trapani, Pantelleria, Lampedusa. In Sardegna tre: Cagliari, Olbia, Alghero. In ogni bacino tra gli aeroporti di interesse nazionale, uno è considerato strategico: in Campania la scelta è ricaduta su Napoli. La Commissione Lavori Pubblici del Senato ha però chiesto al governo di valutare anche l’inserimento di Genova.

 

Redazione