Nuova giornata di mobilitazioni e proteste dinanzi al porto commerciale di Salerno. L'inziativa, promossa dalla Usb in occasione dello sciopero internazionale dei porti, è stata caratterizzata dallo slogan “I portuali non lavorano per la guerra”. L'iniziativa, oltre all'Unione Sindacale di Base, ha visto la partecipazione di svariate associazioni e di una rete di movimenti che da mesi, in coincidenza delle mobilitazioni contro il genocidio in Palestina, accendono i riflettori sul ruolo dello scalo salernitano nel traffico d’armi da e verso Israele.
A Salerno, tra l'altro, la mobilitazione è stata estesa anche ai riflessi dell’ampliamento del Porto Commerciale: “Il Porto di Salerno - afferma Paolo Bordino dell’Esecutivo Regionale Confederale dell’USB – non è soltanto uno snodo dell’economia di guerra che produce morte e comprime i salari reali sottraendo risorse alla collettività, ma è anche l’emblema di una devastazione ambientale correlata all’ampliamento dell’intera struttura portuale voluta dalla precedente amministrazione regionale. L’USB ha da mesi chiesto un incontro alle autorità coinvolte nella gestione del sistema porto. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. All’inerzia delle istituzioni risponderemo con la mobilitazione”, conclude Bordino.
