Provinciali Salerno, Bicchielli: "Il presidente va eletto entro il 6 maggio"

Affondo del deputato di Forza Italia: "Data non derogabile, Guzzo risponda"

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Salerno.  

“A Salerno non siamo più nel campo delle valutazioni politiche o delle opportunità amministrative. Siamo dentro una questione che riguarda il rispetto della legge e la credibilità delle istituzioni. La cessazione dalla carica del presidente della Provincia si è perfezionata il 5 febbraio 2026. Da quella data decorre un termine preciso, non negoziabile: 90 giorni per il rinnovo della carica. Questo significa che entro il 6 maggio 2026 la Provincia deve avere un nuovo presidente eletto”. A dirlo è Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e vice responsabile nazionale Enti Locali. 

“Non si tratta di una scadenza indicativa. È un limite fissato dal legislatore per garantire la continuità democratica e impedire gestioni prolungate in regime di supplenza. Per questo mi chiedo, e lo chiedo pubblicamente: cosa si sta aspettando? Il tema è stato posto con tempestività e chiarezza dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio provinciale, Pasquale Aliberti, che ha richiamato fin da subito la necessità di rispettare i termini di legge. A quella sollecitazione, però, non è seguita alcuna presa di posizione chiara da parte del presidente facente funzioni Guzzo - ha aggiunto Bicchielli -. Un silenzio che non è più comprensibile, soprattutto mentre si rincorrono indiscrezioni su ipotesi di rinvio del voto addirittura a dopo le elezioni comunali di Salerno. Se queste voci trovassero conferma, saremmo di fronte a una scelta grave e ingiustificabile: le scadenze della legge non possono essere subordinate al calendario politico.

Qui non è in discussione una valutazione discrezionale. È in gioco un obbligo giuridico. Chi ha oggi la responsabilità della guida della Provincia deve garantire il rispetto dei termini previsti dall’ordinamento. Perché nelle istituzioni il tempo non è mai neutro: o viene governato nel rispetto delle regole, oppure diventa un fattore di indebolimento della democrazia. E oggi, a Salerno, il tempo è diventato un limite. Un limite che ha una data precisa: 6 maggio 2026. Oltre quella data, non ci saranno più interpretazioni possibili. Ci sarà solo una domanda: perché non si è fatto ciò che la legge imponeva di fare?”.