È un autentico grido d'allarme quello lanciato dalla Fiom-Cgil Salerno in merito al futuro degli operai delle Fonderie Pisano di Salerno. Dopo la mancata concessione dell'Aia da parte della Regione Campania, è in bilico il futuro di 100 operai.
«La preoccupazione è al limite estremo! Mentre, proprio in queste ore, attendevamo di conoscere la data di convocazione di un Tavolo di crisi al Ministero, richiesto dalla stessa azienda tramite Confindustria Salerno, per un confronto, il più ampio possibile, sul futuro dell’intero Gruppo Industriale Pisano. Come è noto, infatti, non da oggi è stato evidenziato dalla proprietà il rischio che una possibile discontinuità produttiva a Fratte avrebbe potuto avere ricadute per tutti gli stabilimenti correlati operanti dentro e fuori il nostro territorio (Napoli, Luogosano -AV-, Foggia), con una voragine di oltre 140 posti di lavoro», denuncia la segretaria Francesca D'Elia. «Oggi questa prospettiva può diventare gravemente attuale a partire, nell’immediato, dallo stabilimento di Fratte a Salerno che avrà solo il tempo di mettere in sicurezza gli impianti e di chiudere i battenti, salvo poi un ricorso della proprietà nelle sedi competenti».
Una situazione che rischia di avere ricadute occupazionali drammatiche. «Affronteremo, dunque, dalle prossime ore una dolorosa emergenza occupazionale, economica e sociale, ma non possiamo ritrovarci soli! Le Segreterie, la RSU e i lavoratori tutti non hanno intenzione di subire in silenzio questo possibile disastro! Chiamiamo sin d’ora ad una responsabilità collettiva tutte le Istituzioni, perché anche il diritto lavoro esige risposte concrete e di prospettiva. Ed esige la massima attenzione e imparzialità nelle soluzioni, perché tutta la vertenza non può essere scaricata solo sulle spalle dei lavoratori», l'appello della Fiom Cgil.
«Rivendicheremo, dunque, responsabilità in sede territoriale, a partire da iniziative che verranno organizzare in prosieguo e da un incontro urgente che chiederemo all’azienda in sede confindustriale, la ribadiremo in sede regionale, dove circa venti giorni fa ci fu assicurato che nessuno sarebbe stato lasciato senza futuro, e la richiameremo in sede ministeriale, con sollecito di definizione di una data di incontro. Restiamo convinti che un futuro si può ancora prospettare! Con nuovi investimenti in area industriale e verso soluzioni di continuità economico/lavorativa delle maestranze. Ci aspettiamo il massimo e necessario impegno di tutti gli attori coinvolti».
