Con un lungo post pubblicato sui social, il presidente del Cda del "Polo Nautico" ha risposto alle acuse che in queste settimane hanno riguardato il Porto di Pastena, opera che dovrebbe sorgere nell'area del Porticciolo di Pastena e per la quale sono state organizzate diverse manifestazioni di protesta, al grido di "Giù le Mani dal porticciolo".
Ilardi ha ricostruito la genesi dell'opera, chiarendo punto per punto la posizione della sua famiglia.
«Avevo deciso di non intervenire nel dibattito, che non esito a definire offensivo e pretestuoso, che taluni disinformati hanno generato sul progetto del Porto di Pastena, coinvolgendo ahimè, con informazioni false e fuorvianti, una parte dei residenti del quartiere.
In queste settimane, tuttavia, pur non seguendo direttamente le attività tecniche, che erano e restano delegate a mio fratello Angelo, ho letto commenti in cui il mio nome, e quello della mia famiglia, è associato a epiteti quali “criminali”, “camorristi”, “speculatori”, “cementificatori”, “abusivisti”.
Tra tutti, quest’ultima definizione è la più tragicomica, atteso che nessun lavoro è stato intrapreso e nessun abuso avrebbe potuto, neanche teoricamente, essere compiuto.
Al contrario, proprio chi lanciava epiteti del genere o aderiva alle tesi dei contestatori, è diventato strumento incansapevole di alcuni promotori delle proteste che nella realtà occupano abusivamente porzioni di area demaniale del porticciolo e lì hanno costruito volumi abusivi, hanno abusivamente trasformato depositi interrati in abitazioni, hanno realizzato accessi abusivi all’area demaniale.
Sarebbe bastato poco per comprendere che alcune urla celavano il tentativo di mantenere privilegi illeciti di pochi e di nascondere abusi insanabili di altri.
Ed ancora, ho ascoltato il più becero degli slogan populisti: “basta cemento” da parte di chi, come tutti noi, nasce, vive e riposa in eterno in manufatti di “cemento”; viene educato e curato in involucri di “cemento”; prega in manufatti di “cemento”; viaggia su infrastrutture di “cemento”. A costoro, sarebbe bastato sfogliare un libro per scoprire che l'intero Lungomare cittadino, di cui tutti andiamo fieri, e che, parimenti, è una colmata artificiale di "cemeno" la splendida Via Caracciolo a Napoli. E già, perché tutte le città costiere, da sempre, recuperano a mare spazi di vivibilità collettiva, esattamente come previsto a Pastena, con il maggior valore, in questo caso, della contestuale creazione di sviluppo e lavoro.
Analizzando, quindi, la situazione, ho tratto una amarezza così profonda da indurmi ad intervenire nei giorni scorsi sui social, suscitando numerosi apprezzamenti e richieste di approfondimento.
Il tenore dei commenti di tanti cittadini sta mutando da giorni. Le perplessità si trasformano in adesioni ogniqualvolta si spiega la verità.
Per questo, ritengo doveroso abbandonare un profilo di riservatezza personale e chiarire, senza infingimenti, in primo luogo che:
1) il progetto del Porto di Pastena ha già tutti i pareri e le autorizzazioni positive rilasciate in oltre un decennio di iter amministrativo;
2) l’attuale procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è stata presentata sebbene il progetto già godesse di tale parere positivo, unicamente perché erano scaduti della precedente autorizzazione;
3) ogni ricorso presentato fino ad oggi sull'opera è stato respinto finanche con provvedimento del Presidente della Repubblica italiana.
E veniamo alle falsità
Chiarendo prima un punto decisivo e incontrovertibile.
Il turismo a Pastena esiste perchè la mia famiglia, oltre 25 anni fa, invece di costruire case, decise di acquisire un obbrobbioso scasso sul litorale cittadino e trasformarlo nell'accogliente albergo che oggi è diventato, frequentato da migliaia di ospiti di 100 nazioni diverse, che, con grande soddisfazione, vi soggiornano quotidianamente.
E' il Polo Nautico ad avere determinato una radicale e positiva trasformazione del quartiere e ad avere suscitato sviluppo turistico con la nascita di tanti bb, case vacanze, bar e ristoranti, tutti sorti grazie al nostro insediamento ricettivo.
E' il Polo Nautico ad avere donato al quartiere l'unico parcheggio pubblico che esiste sul litorale orientale.
E' il Polo Nautico ad avere lautamente sostenuto il bilancio comunale versando, dal 2000 ad oggi, oneri concessori, imu, tari, imposte di soggiorno e numerosi altri tributi per milioni di euro!
E' il Polo Nautico ad avere creato decine di posto di lavori stabili.Circostanza certamente rilevante in una città che ama dissertare di occupazione lasciando, poi, in balia delle onde chi la crea.
Anche all’epoca della costruzione dell’hotel vi furono proteste. Tutte si rivelarono immotivate. Ed oggi, infatti, centinaia di cittadini ci ringraziano per i benefici apportati alla zona e per la cura.
Nel merito dell’intervento, mi corre l’obbligo di ribadire che:
A. è falso che la procedura si sorta per mano privata. La programmazione urbanistica è nata grazie ad un Protocollo di Intesa per lo sviluppo e la razionalizzazione della portualità turistica e del sistema dei trasporti via mare nell’ambito salernitano, sottoscritto in data 14.02.2003, tra la Regione Campania, il Comune di Salerno e l’Autorità Portuale di Salerno. Tale programmazione è presente da oltre 20 anni negli strumenti urbanistici vigenti;
B. è falso che si tratti di un'opera privata. e' un'opera pubblica,realizzata con capitale privato, e sarebbe di proprietà del Demanio dello Stato;
C.è falso che si sottraggano spazi pubblici! E’ vero esattamente il contrario. Infatti, si creerebbero oltre 33.000,00 mq di spazi pubblici attrezzati grazie ad una nuova Piazza di Pastena sul mare, ad un nuovo Lungomare e ad una passeggiata Belvedere lungo il molo di sopraflutto;
D. è falso che il Porto e tutte le aree pubbliche non siano liberamente accessibili ai cittadini. Tutta l'area sarebbe liberamente accessibile a chiunque.
E. è falso che si crei un muro davanti ad abitazioni legittime: il nuovo Lungomare è previsto alla stessa quota dell’esistente;
F. è falso che non si apportino benefici alla vivaibilità del quartiere. oltre alla piazza, al lungomare e alla passeggiata "Belvedere" si creerebbero ben 1095 tra box e posti auto che consentirebbero di liberare le strade di Pastena dalle auto.
G. E' falso che si sottragga arenile rispetto alla programmazione urbanistica. L’arenile realizzato a sud del Polo Nautico e a nord (cd Universo beach) non vengono minimamente toccati dall’intervento;
H. è falso che si crerebbe inquinamento.
Vero è, invece, che si creerebbero centinaia di posti di lavoro (e che siamo capaci di farlo è provato dal successo dall'Hotel Polo Nautico) che Pastena godrebbe di una fioritura produttiva, che tutto l'abitato fronteggiante il porto sarebbe protetto dalle violente mareggiate, che tutto il quartiere si gioverebbe di nuovi e gradevoli punti di aggregazione, che da Pastena migliaia di turisti e cittadini potrebbero raggiungere comodamente la Costiera Amalfitana, che tutte le abitazioni del quartiere vedrebbero un incremento del proprio valore come è dimostrato dalla bandiera blu assegnata a tanti bacini della portualità turistica e dalle dotazioni tecnologiche previste per il Porto di Pastena.
