Ruggi, la denuncia di un lungodegente: «Struttura vergognosa»

Giuseppe racconta la sua esperienza quotidiana nel nosocomio di Salerno

Salerno.  

«Aveva ragione De Luca quando disse che l’ospedale Ruggi non è da ristrutturare, ma da radere al suolo». Parole forti, per far schiumare una rabbia che negli anni è cresciuta fino a diventar quasi esasperazione.

Perché Giuseppe, 61enne salernitano dializzato con un passato nelle forze armate, ha vissuto sulla propria pelle i problemi che affliggono ormai da tempo immemore la struttura sanitaria di via San Leonardo.

Un destino avverso, che gli è costato negli ultimi vent’anni decine di ricoveri nel nosocomio salernitano in vari reparti, tutti caratterizzati – secondo il suo racconto – da una costante: i disservizi nella struttura. Che, allo stesso tempo, per l’uomo che adesso ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare le sue disavventure, condizionano il lavoro di medici e operatori, da lui definiti “una vera eccellenza”. «Da tanto tempo “frequento” l’ospedale Ruggi, ma negli ultimi tempi è diventato una vera schifezza – il duro incipit che è seguito dal cronistoria dei problemi che ha riscontrato sulla sua pelle -. La buona sanità viene penalizzata da una cattiva amministrazione. Un esempio su tutti: ultimamente sono stato ricoverato nel reparto malattie infettive. Ristrutturato da poco, ma incredibilmente mancano le zanzariere. Nelle stanze più grandi, poi, i bagni sono in comune, dove persone affette da malattie delicate condividono gli stessi servizi igienici».

 

Redazione Sa