Fonderie Pisano, nuova assemblea: "Fateci riaprire con un impianto green"

Gli operai aprono le porte dello stabilimento e mostrano gli interventi in programma

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Salerno.  

Si è tenuta in data odierna, presso lo stabilimento di Fratte, un’assemblea aperta delle maestranze delle Fonderie Pisano Salerno. "L’assemblea - spiega in una nota la Fiom Cgil - è stata occasione fare un punto sulle iniziative sindacali in corso e in programma, sulle prospettive che rivendichiamo di traguardare e per rendere ulteriormente note a tutti le problematiche che stiamo affrontando. Inoltre, molti dei partecipanti, anche esterni e degli organi di stampa, hanno avuto occasione di visitare le parti dello stabilimento già oggi interessate alla dismissione dei vecchi impianti a carbone per fare posto ai nuovi forni elettrici, cosi come da progetto in valutazione e da discutere nella Conferenza dei Servizi del prossimo 26 agosto".

"In merito agli incontri avuti nelle ultime settimane, sia con il Comune di Salerno che con l’assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania, sia con esponenti del Dipartimento ARPAC di Salerno che con l’ASL Salerno è emersa l’utilità dell’azione finora condotta finalizzata, appunto, a sensibilizzare coloro che dovranno a brevissimo entrare collegialmente nel merito del nuovo progetto di revisione dell’AIA che prevede appunti, già per l’opificio di Fratte, la completa decarbonizzazione degli impianti. Sensibilizzazione, la nostra, che, nel portare i temi del lavoro e del futuro, ha anche rivendicato il massimo livello tecnico nelle valutazioni da compiere, a garanzia di piena imparzialità rispetto alle proposte progettuali presentate dalla proprietà che saranno discusse con la Conferenza".

"A noi quelle proposte convincono, per la loro capacità di tenere insieme, fin da subito, lavoro e salute, per una ripresa delle attività e per la possibilità che daranno di poter finalmente guardare ad un vero percorso futuro dove, a partire dal tavolo MIMIT già attivo a Roma, si aprirebbe una fase nuova della vertenza dove dovrà parlarsi esclusivamente e celermente del nuovo stabilimento e dei nuovi investimenti da fare in altra area idonea. Dunque, teniamo a ribadire che, dinanzi ad una prospettiva così articolata e complessa, nessuna Istituzione
locale, regionale o nazionale deve sentirsi esclusa dal fare la sua parte, ciascuna per le proprie competenze, per cercare di traguardare una possibile ripresa e, con essa, soprattutto e finalmente, l’avvio di nuovi investimenti in provincia di Salerno", prosegue la Fiom.

"Con la visita alle parti dello stabilimento interessate alla transizione, inoltre, i presenti hanno potuto constatare che, man mano, tutti gli impianti e le attrezzature interne di fusione con vecchio processo alimentato a carbone sono in fase di smantellamento, per fare posto alla possibile installazione dei forni elettrici. In ultimo toccherà anche ai camini dove occorrerà coinvolgere ditte specializzate, a ulteriore
dimostrazione che nessuna fusione potrà più avvenire se non con tecnologie avanzate e compatibili con l’ambiente e la salute di tutti.
Tuttavia, pur permanendo uno spirito positivo e propositivo con cui continueremo ad affrontare i prossimi appuntamenti, permane tra le oltre 100 maestranze e le famiglie un clima di forte preoccupazione, per la condizione attuale di incertezza e di redditi ridotti all’osso per la cassa integrazione e, più ancora, per gli interrogativi sul futuro, laddove gli Enti competenti dovessero prendere direzioni diverse da quelle da noi auspicate".

Per queste ragioni, in attesa della discussione e dei giudizi che si apriranno il prossimo 26 agosto, l’assemblea, all’unanimità, ha deciso di tenere un presidio per il giorno mercoledì 26 agosto dalle 9.30, c/o spazi antistanti Uffici Regione Campania sede Salerno – via Generale Clark 103 dove lavoratori e famiglie attenderanno gli esiti della Conferenza dei Servizi programmata per la stessa data.