A Salerno gli studenti sostengono la protesta dei lavoratori portuali

Il corteo ha raggiunto il presidio degli operai. Solidarietà anche dall'arcivescovo

a salerno gli studenti sostengono la protesta dei lavoratori portuali
Salerno.  

Nel giorno in cui gli autotrasportatori del Sud Italia sono scesi in strada contro il caro-carburanti, a Salerno c'è stata una doppia protesta, quella dei lavoratori dei porti di Napoli e Salerno e quella degli studenti. La prima, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, è servita per dire "no" al diniego, per le annualità 2025 e 2026, del contributo a sostegno delle maestranze portuali. In particolare, in favore della Culp Flavio Gioia di Salerno, la cui vertenza riguarda circa 100 lavoratori. Intanto è arrivato anche un messaggio di vicinanza ai lavoratori della Culp Flavio Gioia da parte dell'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Andrea Bellandi, il quale sta seguendo "con viva preoccupazione la complessa vicenda che sta interessando i lavoratori e i loro rispettivi nuclei familiari".

"Auspico che i vertici dell'Autorità di Sistema portuale - aggiunge - vogliano accogliere le istanze dei lavoratori, favorendo la riapertura di un tavolo di confronto costruttivo. La salvaguardia dei livelli occupazionali e la centralitò della dignità della persona devono costituire il principio cardine di ogni determinazione istituzionale. Appare pertanto prioritario tutelare la stabilità di oltre cento famiglie salernitane e preservare una realtà storica che, da quasi un secolo, trae dal nostro mare la forza per essere il fulcro identitario e produttivo della comunità". La seconda protesta è stata, invece, quella degli studenti che si è incrociata con quella dei portuali nell'area antistante al porto commerciale salernitano. "Per la scuola sociale, diserzione totale" è la scritta che campeggia sullo striscione mostrato, in apertura di corteo, dagli alunni.

Porti di Napoli e Salerno, Fit Cisl Campania: «Riaprire subito il confronto e dare risposte ai lavoratori delle compagnie portuali»

«Lo sciopero rappresenta per noi l’estrema ratio, una scelta alla quale non avremmo voluto ricorrere, ma diventata necessaria per dare voce ai lavoratori delle compagnie portuali di Napoli e Salerno, ai quali l’Autorità di Sistema Portuale continua a negare il contributo di 90 euro per ogni giornata di lavoro persa rispetto ai parametri del 2019, previsto dall’articolo 199 del Decreto Rilancio e prorogato per tutto il 2026».

Lo dichiarano Massimo Aversa, segretario generale della Fit Cisl Campania, e Gennaro Imperato, coordinatore regionale dei porti, chiedendo l’immediata riapertura del confronto sulla vertenza in occasione dello sciopero indetto questa mattina. 

«Il senso di responsabilità con cui abbiamo affrontato questo percorso ci impone di chiedere risposte concrete per chi lavora quotidianamente in banchina, tra sacrifici, rischi e una crescente incertezza sul proprio futuro occupazionale e salariale. Occorre riportare al centro il lavoro portuale, ripristinando un clima di dialogo costruttivo che consenta alle parti di individuare soluzioni capaci di garantire continuità occupazionale e sicurezza economica ai lavoratori e alle loro famiglie.

Il confronto deve affrontare anche gli interventi strutturali che competono all’Autorità di Sistema Portuale, a partire dalla convocazione di un tavolo con tutte le imprese che operano negli scali, perché le compagnie portuali sono una componente essenziale del sistema logistico e produttivo della Campania e non possono continuare a essere trattate come l’anello debole della filiera. È paradossale che, mentre nei nostri porti aumentano il lavoro e gli organici delle imprese, diminuiscano le richieste di manodopera rivolte alle compagnie portuali, determinando uno squilibrio che va affrontato attraverso impegni precisi e scelte condivise.

Ogni soggetto coinvolto nella vertenza deve assumersi la propria parte di responsabilità, con l’obiettivo di arrivare a un risultato positivo soprattutto per chi oggi, rinunciando a una giornata di salario, ha scelto di scioperare per difendere il proprio lavoro e il futuro della propria famiglia. Auspichiamo che l’incontro in Prefettura segni un passaggio concreto verso la soluzione della vertenza, riaprendo un confronto che restituisca prospettive e certezze alle lavoratrici e ai lavoratori delle compagnie portuali di Napoli e Salerno».