“Sequestrate il Crescent”, Italia Nostra e No Crescent chiedono alla Procura della Repubblica di Salerno di requisire nuovamente il cantiere dell’edificio a mezza luna progettato dall’archistar Ricardo Bofil. Una richiesta avvalorata da “una serie di violazioni di legge che costituiscono reati evidenti e chiari, come l’usurpazione in itinere del Demanio Idrico e Marittimo, l’avvenuta edificazione con permessi di costruzione (sia vecchi che nuovi) privi della specifica Autorizzazione Paesaggistica” Ma anche “l’edificazione avvenuta è certamente insanabile, a prescindere dal pagamento di ulteriori oneri (o presunti tali), il dissequestro non poteva essere concesso”. Da qui la richiesta urgente delle misure cautelari per l’intero comparto CPS-1 sub 1. Non solo, con le associazioni ambientaliste che domani si costituiranno “ad opponendum” ai due ricorsi al Tar da parte della Crescent Srl e Sist srl per cercare per via amministrativa di eludere l'ordinanza del giudice penale. Una decisione dettata dal fatto che “il costo della Piazza monumentale va certamente pagato in quanto costituisce una vigente prescrizione del Puc e soprattutto perchè è stato rilevato e reputato una condizione necessaria dal Tribunale di Salerno per ottenere il richiesto dissequestro”. Secondo i legali delle due associazioni ambientaliste tutta la procedura del nuovo Pua che ha determinato i nuovi permessi di costruzione del 2015, è stata impugnata per diversi profili di illegittimità. “Quindi a prescindere dal procedimento e dal contenuto dei nuovi permessi rilasciati dal Comune nel Gennaio 2016 (per il momento solo richiesto dalla Sist), il costo della Piazza monumentale va certamente pagato”.
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