Il Gip ha deciso: le fonderie Pisano restano sotto sequestro

L'acciaieria non potrà riaprire. L'inchiesta va avanti: pronti altri avvisi di garanzia

Oggi 100 operai a Roma sperano nel tavolo ministeriale per salvare il lavoro

Salerno.  

Nessun ripensamento, il Gip ha deciso che le Fonderie Pisano restano sotto sequestro. Il decreto era atteso per questo pomeriggio ed è arrivato puntuale. Il giudice per le indagini preliminari Stefano Berni Canani, ha accolto  le richieste della Procura e ha convalidato il provvedimento di sequestro delle acciaierie di Via dei Greci, chiuse a causa di una serie di violazioni delle normative ambientali. Fino ad ora sono 15 gli indagati, i primi sette avvisi di garanzia emessi al momento del sequestro, gli altri sono arrivati giovedi scorso e hanno colpito  dipendenti e dirigenti dell'agenzia regionale per la protezione ambientale della sede di salerno. Ora i legali delle Pisano si rivolgeranno al Tribunale del Riesame. Nel frattempo però l'inchiesta non si ferma. Secondo indiscrezioni sarebbero in arrivo altri avvisi di garanzia stavolta orientati a fare luce sulle responsabilità di ex amministratori del comune di Salerno e Asl che hanno rilasciato pareri positivi alle autorizzazioni poi risultate illegittime. 

Sullo sfondo la vertenza dei 150 operai che oggi sono a Roma per il tavolo ministeriale al Mise con la speranza di vedere finalmente nero su bianco il progetto di delocalizzazione dell'impianto. Con loro una delegazione della Cgil, la Regione Campania e Invitalia. La proprietà presenterà una proposta di delocalizzazione che comprende il nuovo impianto in un sito ancora da definire per continuare l'attività con tutte le garanzie per l'ambiente e la salubrità dei lavoratori e dei cittadini.