Assemblea all'ospedale Ruggi d'Aragona

Medici e personale sanitario uniti per difendere l'azienda

Salerno.  

Questa mattina si è tenuta l'assemblea generale dei lavoratori dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, fulcro dell'incontro il dibattito sull'inchiesta “assenteisti” che ha riguardato molti dipendenti della struttura, gettando un'ombra sull'azienda universitaria. Aula Scozia piena, erano presenti medici, infermieri, operatori sanitari,con le rappresentanze sindacali, tutti con l'intento comune di risollevare l'immagine dell'ospedale salernitano.

“Quello che è sotto attacco non sono i lavoratori, il vero attaccato è l'azienda ospedaliera Ruggi e le prestazioni, le accuse lanciate ai lavoratori sono semplicemente uno strumento per ridurre sempre più le attività di quest'azienda e per penalizzare i cittadini di questo territorio” precisa Margaret Cittadino, rsu della Cgil. “Noi alla cittadinanza vogliamo dire che in questo ospedale non ci sono assenteisti, ci sono solo persone che hanno sbagliato perchè ritenevano che l'ospedale fosse un bene collettivo da tutelare a da difendere in attesa di tempi migliori. Ci sono – continua la Cittadino - soltanto operai e infermieri che hanno lavorato anche al di fuori dell'orario di lavoro, senza essere pagati per garantire l'assistenza a tutti i pazienti e i numeri parlano per noi. Noi siamo fieri di questi lavoratori”.

Giornata storica per Francesco Bruno, Cgil medici : “oggi siamo tutti uniti per cercare di proteggere e mettere in sicurezza quest'ospedale, che in questo momento è veramente in pericolo. Noi abbiamo totale rispetto per la magistratura, vogliamo che la legge faccia il suo corso e che si eliminino le mele marce, se ci sono. Certo se i numeri degli assenteisti fossero veri, e ce ne siano quindi 800, io la mattina nel mio reparto dovrei essere solo”. Durante l'incontro si è discusso su diversi aspetti che riguardano l'azienda, tra le richieste che i provvedimenti disciplinari siano presi solo in seguito all'esito di quelli penali , che si ripristinino le relazioni con i sindacati e si attuino delle modifiche al regolamento.

Sara Botte