Nasce a Salerno “Time out”, prima struttura del centro sud Italia gestito da un' istituzione pubblica, in questo caso l'Asl, per il trattamento degli uomini che maltrattano le donne. Il Centro sarà operativo presso il Distretto 68 di Pontecagnano Faiano, in via R.Sanzio 25. La nuova struttura lavorerà in sinergia con le associazioni no profit “A Voce Alta Salerno” e CIF, Centro Italiano Femminile Provinciale di Salerno, con lo scopo di fornire un percorso di accompagnamento al cambiamento rivolto gli uomini. L'Asl Salerno, con delibera n. 767 del 15 giugno 2016, ha approvato il protocollo d’intesa: “Trattamento dei comportamenti aggressivi nella violenza di genere”.
Dal punto di vista operativo, lo sportello si avvarrà dell'esperienza di queste associazioni, dell’Associazione “A Voce Alta Salerno” , unica realtà sul territorio con competenze specifiche nel trattamento degli uomini autori di violenza, e del CIF (Centro Italiano Femminile), da oltre dieci anni attivo sul territorio con il Centro Ascolto Donna, collegato al numero verde nazionale antiviolenza “1522”, attivo c/o la Caritas Diocesana in via Bastioni 4 a Salerno. L'idea è proprio quella di riuscire ad intervenire, non solo a protezione delle donne, finalità prioritaria, ma anche di aiutare chi è autore di questi atteggiamenti scorretti ad interrompere questi suoi comportamenti. L'unico modo per porre fine alla spirale di violenza che vede protagonista la donna è, infatti, fermarla alla base. Impedire agli uomini di compiere questi atti, molti non ammettono di avere un problema: insultano, umiliano la compagna o la propria moglie, la minacciano, la picchiano, continuando a pensare di rispondere solo a provocazioni. Time Out vuole proprio offrire un percorso per aiutare l'uomo a cambiare, trovando ascolto e aiuto sempre nella massima riservatezza.
Il Centro offre da un punto di vista pratico sostegno e terapie per uomini che sono stati violenti e controllanti verso i membri della famiglia e ora vogliono intraprendere un percorso di "guarigione". Queste persone potranno apprendere la consapevolezza e il senso di responsabilità verso le loro azioni, per poter così “disapprenderle”, imparando l'uguaglianza di genere e il rispetto.
Sara Botte
