Bacino di Crisi Caserta: nessuno potrà capire il nostro dramma

"Cari politici perdere il lavoro significa perdere anche un sostegno importante d'identità"

Ancora una lettera, un grido di protesta a cuore aperto da parte degli operai del Bacino di Crisi di Caserta alle prese con il dramma lavoro....

Salerno.  

"Perdere il lavoro è un problema sul piano economico, ma non solo, perché il lavoro è uno dei pilastri dell’identità personale. Trovarsi disoccupati comporta una perdita di definizione, di potere, di punti di riferimento."

Parliamo di lavoratori autonomi, di imprenditori e di quanto possano influire lo stato d’animo e le vicende personali nello sviluppo di una crisi lavorativa, nel lavoro autonomo e imprenditoriale."

Ancora una lettera, un grido di protesta a cuore aperto da parte degli operai del Bacino di Crisi di Caserta alle prese con il dramma lavoro.

"È diverso per chi ha un lavoro dipendente e non c’entra nelle decisioni aziendali di licenziare, anche se alcuni atteggiamenti personali possono avere il loro peso, tra un lavoratore ritardatario e uno puntuale potrebbe essere facile per l’azienda scegliere. È diverso perdere il lavoro a 30, 40 o 50 anni. È diverso perderlo quando si vive ancora in famiglia, o se si ha una famiglia propria, quando ci sono figli o altre responsabilità a carico, per esempio un mutuo o altro.È diverso se si considera la perdita come il risultato di fattori esterni (le decisioni dell’azienda, la crisi economica, la sfortuna) o di fattori interni (la capacità e adeguatezza personali e/o altri fattori insiti nella propria natura). Nel primo caso magari prevalgono sentimenti di rabbia, di ingiustizia, di rivalsa, con una maggiore stabilità nell’autostima e scarse possibilità di assumere un ruolo attivo nel recupero.

Nel secondo caso possono prevalere sentimenti di fallimento, di incapacità e inadeguatezza personale con una flessione nel sentimento di autostima, ma con maggiori possibilità di recuperare il controllo della situazione (se il problema è interno c’è la possibilità di intervenire, sempre non si perdano tutti i valori familiari). Un giusto rapporto tra questi due poli, cioè un’attribuzione equilibrata di responsabilità sarebbe auspicabile. Ma soprattutto può fare la differenza il significato che si attribuisce all’evento: se solo quello di un problema da risolvere o anche quello di un’opportunità da cogliere.

Cari politici perdere il lavoro significa perdere anche un sostegno importante dell’identità personale, perciò è importante trovare velocemente un sostegno sostitutivo: una prospettiva, un percorso da intraprendere, un progetto da inventare, ma soprattutto un salario per tutti noi lavoratori. Vogliamo certezze, non parole. Auspichiamo l'intervento significativo di qualsiasi classe politica di schieramento diverso per la nostra risoluzione.Ci sono attività che nascono proprio in seguito alla perdita del lavoro e nonostante la crisi. Chi si ritrova disoccupato può ritirarsi dalla scena per un po’, per lo meno emotivamente, per un po’ lasciarsi andare alla disperazione – una reazione iniziale è comprensibile e necessaria per “ammortizzare il colpo” per elaborare quanto è accaduto – e poi provare a recuperare e magari avere una buona idea, coinvolgere altri o essere coinvolto da loro, senza commettere azioni che possano mettere a rischio la vita di tutti noi. Noi non vogliamo essere persone inutili, noi chiediamo solo la verità, affermando che questi nostri cambiamenti di personalità possono solo essere migliorati con il lavoro buono della politica di casa nostra, solo così potremo ancora essere certi che il nostro futuro possa essere positivo per le nostre famiglie, ma per avere tutto ciò la politica di casa nostra se non vuole essere scarsa, deve da ora alzare la voce con chi vuole la condanna a morte del nostro futuro. 

Redazione Ce