La Cgil lancia l'allarme: sono omicidi non incidenti

Il segretario generale accusa il territorio per le ripetute morti sul lavoro

Salerno.  

Il segretario generale della Fillea Cgil Luigi Adinolfi lancia l'allarme: “morti sul lavoro, sul nostro territorio è una strage, ancora un altro morto, una mattanza continua”. Il segretario ricorda come si siano ripetuti anche nei giorni scorsi diversi incidenti sul lavoro, alcuni mortali. “Sono diventate purtroppo notizie di routine gli "omicidi" sul lavoro: non è un refuso ... si ribadiamo con forza, omicidi non incidenti. Non possiamo parlare più di un caso o di una fatalità. Basti pensare che in questi anni di crisi dove il Settore ha perso circa 800 mila posti di lavoro – continua Adinolfi - il numero di infortuni mortali ad oggi è lo stesso del 2010. Chi afferma che il numero dei morti si è ridotto sbaglia, è una strage inaccettabile”. L'accusa di Adinolfi continua alla ricerca di un colpevole, perchè un colpevole c'è.“Non è più concepibile morire di lavoro senza che ci sia nessun colpevole – precisa - nessuno che paghi per delle morti assurde quanto premature. Bisogna rendersi conto che promuovere la prevenzione e la formazione, pur se importanti,  non basta più se contemporaneamente non si intensifica la lotta all’irregolarità e all'elusione delle regole”.

Si rivolge poi anche ad i lavoratori che devono “incalzare gli enti locali e quelli preposti alla prevenzione e ai controlli, stazioni appaltanti e mondo delle imprese a condividere interventi che arginino l'escalation letale del fenomeno, magari coinvolgendo il mondo della scuola e della cultura territoriale”. E poi riferendosi all'assenza delle istituzioni precisa: “è' inconcepibile che in un vasto territorio come quello della Provincia di Salerno, non esista a livello di Prefettura, un Protocollo di Intesa per la Legalità e la Sicurezza, con il fine di impedire il fenomeno del lavoro irregolare e garantire la piena applicazione dei contratti di lavoro, garantendo ed assicurando il rispetto delle norme di legge in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, con la costituzione di un Osservatorio permanente di cui faranno parte i rappresentanti dei soggetti firmatari, con lo scopo di monitorare la concreta realizzazione e applicazione di quanto contenuto, nonché di un Comitato per la sicurezza per gli aspetti relativi alla tutela della salute e dell’integrità fisica”.

Per Afinolfi, visti anche gli ultimi casi di cronaca, si è reso necessario “mettere mano alla legislatura in materia che negli anni ha subito vere e proprie picconate e occorre rafforzare controlli e sanzioni, agire efficacemente nei confronti soprattutto di quelle Imprese che continuano ostinatamente a ritenere la sicurezza un costo da abbattere e su cui poter trarre profitti e scaricare gli eccessivi ribassi”.Insomma come andiamo affermando da tempo, - conclude il segretario - occorre garantire`sanzioni più certe ed efficaci. Il governo lo ha già fatto per le vittime della stradale, può farlo anche per quelle sul lavoro:  nel pieno rispetto dello stato di diritto, di fronte ad accertate responsabilità, la morte sul posto di lavoro deve essere considerata un omicidio”.

Redazione Salerno