C’era una volta una città che era la perla della raccolta dei rifiuti quando esisteva il clou dell’emergenza in Campania e da Roma si pensava a De Luca come commissario. C’era una volta una città che era il top della differenziata, soprattutto al Sud e con città del Nord che in pubblica piazza prendevano ad esempio il modello Salerno. A distanza di qualche anno, rifiuti in ogni strada. Le ultime segnalazioni arrivano da via Quagliariello, con il fresco consigliere comunale Leonardo Gallo che continua la sua opera di controllo e di segnalazioni nei quartieri. Materiali di risulta oltre al normale rifiuto quotidiano che riescono a dare delle indicazioni chiare su chi possa aver sversato illegalmente. Perché materiale di scarti edili da ristrutturazioni abitative parlano fin troppo chiare. Ma resta un proliferare continuo di micro e macro discariche. “Ci sarà anche un grado di colpa sensibile dell’inciviltà di qualche cittadino. – afferma il segretario Fp Cgil, Angelo De Angelis – Ma molte colpe vanno imputate anche al Comune di Salerno. Ci sono tre soggetti che operano nella rimozione dei rifiuti, ora è necessario istituire una cabina di regia unica per la raccolta dei rifiuti. Partendo da quello che è restato in strada e che va rimosso subito”. Un frazionamento che porta a tre “soggetti” chiamati a raccogliere i rifiuti in strada, ad iniziare dalla partecipata Salerno Pulita, che si occupa della raccolta dei rifiuti differenziati e dello spazzamento da Fuorni a Torrione. Poi il Consorzio di Bacino Salerno 2, che raccoglie vetro ed ingombranti e, infine, il settore Igiene urbana che si occupa dello spazzamento da Torrione alle frazioni collinari. A questi si aggiunge la presenza di quattro cooperative che impiegano complessivamente sedici operatori che effettuano solo lo spazzamento del centro e del centro storico. E i risultati della disorganizzazione sono sotto gli occhi di tutti i cittadini salernitani.
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